Farla, non farla, rivederla. I dubbi della maggioranza sulla Tav


Farla, non farla, rivederla. I dubbi della maggioranza sulla Tav

 (Afp)


  Tav Torino Lione 




Il progetto della Torino-Lione va profondamente rivisto. E’ la linea dei giallo-verdi. Nessun ‘no’ categorico alla Tav, per ora, semmai gli alleati di governo siglano una tregua, un modo per prendere tempo in attesa che il nodo venga sciolto direttamente dai leader. “Massimo due settimane e comunicheremo la soluzione. Troveremo una soluzione con gli alleati di governo”, garantisce il titolare delle Infrastrutture Danilo Toninelli.

Intanto, però, i 5 stelle incassano il via libera della Lega a mettere nero su bianco che il governo dovrà “ridiscutere integralmente il progetto, nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia”. Passa infatti alla Camera la mozione della maggioranza, ma non incassa il pienone di voti: i sì si fermano a 261, a fronte dei 343 voti su cui possono contare pentastellati e leghisti (quindi, 81 in meno, fatte salve le assenze ‘giustificate’).
Insorgono le opposizioni, con Pd, Forza Italia e

Per approfondire: Il dossier sulla Tav: La verità dei fatti

 

FdI che accusano governo e maggioranza di danneggiare l’Italia. Ma i 5 stelle tirano dritto (“è un’opera che costerebbe a tutti gli italiani sette miliardi a perdere. Per noi va interrotta del tutto”, dice il sottosegretario Manlio di Stefano), mentre Matteo Salvini, pur aprendo a modifiche del progetto soprattutto sul fronte dei costi, ribadisce: “Si va avanti”. E replica a muso duro alle accuse di scambio tra caso Diciotti e Tav, lettura data ad esempio da Matteo Renzi: “è una fesseria. Questa ipotesi del mercato è veramente squallida”, scandisce il vicepremier.

Le critiche delle opposizioni

Durissime le critiche delle opposizioni: il governatore del Piemonte, in prima fila tra i sostenitori dell’opera, commenta le parole del vicepremier leghista: “Salvini giù la maschera, se si vuole fare la Tav e risparmiare basta non bloccarla”. E, comunque, garantisce Chiamparino, “non ci faremo mettere all’angolo”. Più cauti i commenti dall’Ue: “è una decisione che devono prendere Italia e Francia, e vedremo alla fine chi prevarrà”, si limita a dire Jean Claude Juncker, presidente della commissione. Anche l’ex governatore della Lombardia, Roberto Maroni, non nasconde l’insoddisfazione: “Si confermano le voci sull’osceno scambio”.

La Tav spacca il centrodestra: frizioni tra i tre leader, Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e lo stesso Salvini, che oggi si sono presentati uniti in conferenza stampa per le elezioni in Sardegna: “Sono molto delusa e arrabbiata, in due righe di mozione si condanna l’Italia al terzo mondo”, dice Meloni. “Non si può non realizzare subito la Tav, vorrebbe dire sprecare molte risorse, abbandonare quel progetto che ci dovrebbe portare a recuperare la distanza che abbiamo come infrastrutture con gli altri Paesi europei”, osserva Berlusconi. Non la manda a dire il Pd: “Il futuro della Tav interessa tutta Italia. Congelare il progetto come vuole fare questo governo è un fatto gravissimo. Siamo di fronte un baratto vero e proprio: il M5s salva Salvini e lui rende il favore”, attacca Maurizio Martina. 
Ser

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