Far dormire i neonati in una scatola di cartone? Forse l’idea non è geniale


Si chiama itiyspakkaus ed una tradizione finlandese nata nel 1938: letteralmente significa corredino per il neonato. Un regalo che lo Stato fa a tutte le neomamme: dentro ci sono vestiti, sacco a pelo, asciugamani, il necessario per l’igiene, un libro, un gioco. La scatola stessa fa parte del kit, dato che viene utilizzata come culla nei primi mesi di vita del beb. Un’usanza, quest’ultima, considerata all’avanguardia, tanto che altri Paesi – come la Scozia – l’hanno fatta propria. In Finlandia i tassi di morte improvvisa in culla (Sudden infant death syndrome, Sids) sono molto bassi. Uno dei motivi sarebbe che la baby box evita che il neonato dorma nel lettone (se per esempio i genitori per qualche motivo non hanno intenzione di comprare una culla). Le prime raccomandazioni contro la morte in culla, infatti, sono che il bambino deve dormire da solo, a pancia in su e nel suo letto.

davvero sicura?

Un gruppo di esperti ora mette in dubbio i benefici (e la sicurezza) della scatola di cartone in una lettera pubblicata sulla prestigiosa rivista British Medical Journal. Secondo i firmatari la bassa mortalit infantile in Finlandia non dovuta solo alle scatole di cartone. Svezia e Danimarca, fanno notare, registrano un numero simile di casi pur senza le baby box. In questi Paesi a fare la differenza sarebbero elevati standard di vita, il buon livello di istruzione delle madri, un’efficiente organizzazione post-partum e validi servizi per la salute materno-infantile. Insomma, una scatola di cartone non basta per prevenire la morte in culla e per assicurare al neonato il benessere di cui ha bisogno.

Il bambino non si vede

Non solo: nella lettera al Bmj (intitolata Preoccupazione circa la promozione di una scatola di cartone come luogo per il sonno dei bambini), gli esperti sottolineano che la culla di carta non permette ai genitori di vedere il bambino (se non da sopra) e questo potrebbe rappresentare una falla nella sicurezza perch il neonato andrebbe guardato spesso, per quanto possibile, anche durante il sonno. Incoraggiamo i genitori a dormire nella stessa stanza dei bambini, di notte, e a stare in camera durante il riposo diurno, almeno nei primi sei mesi di vita – si legge nell’intervento -. Le culle con sponde laterali basse permettono ai genitori di vedere bene i bambini e all’interno c’ pi ricambio d’aria, mentre le scatole con bordi pi alti non lo consentono. Gli esperti citano ad esempio la cosiddetta cesta di Mos (portatile), la wahakura dei Maori (di paglia intrecciata, usata in Nuova Zelanda) e il pepi-pod, ovvero una semplice scatola di plastica.

Non sta nel lettone

La scatola di cartone ha anche altri limiti. Metterla a terra non igienico, mentre su un mobile potrebbe rischiare di cadere essendo molto leggera. Inoltre – sottolineano gli autori – potrebbe essere occupata da eventuali animali domestici. Infine la baby box piccola (si pu usare solo fino a circa 3 mesi di vita del bambino) e non pensata per stare nel lettone a fianco ai genitori, al contrario della wahakura e del pepi-pod. Le iniziative rivolte alla popolazione generale dovrebbero essere soggette a una valutazione rigorosa prima della loro adozione – concludono -, perch il rischio di provocare danni involontari e non intenzionali molto maggiore rispetto a quelle indirizzate a una popolazione selezionata. Senza prove a suo sostegno la scatola di cartone non dovrebbe essere promossa come un’alternativa valida a culle o ceste, ma solo come un sostituto temporaneo nel caso in cui non sia disponibile altro, sempre che il dispositivo soddisfi gli standard di sicurezza accettati. Incoraggiamo rigorosi studi che possano far luce sull’utilizzo che fanno le famiglie della scatola di cartone e sulle sue implicazioni in merito alla sicurezza.

La morte improvvisa

La sindrome della morte in culla (Sudden infant death syndrome, Sids) colpisce i bambini tra un mese e un anno di et. Non si tratta di una patologia: la definizione si applica quando si possono escludere tutte le altre cause note per spiegare il decesso del neonato, da malformazioni a eventi dolosi. Non stata definita una specifica causa in grado di spiegare la Sids, ma esistono comportamenti e fattori di rischio che possono incidere sulla probabilit che la Sids si verifichi. Una causa della Sids potrebbe essere rappresentata da anomalie nella zona del cervello che controlla i ritmi di sonno e veglia. Eventi esterni, come il fatto di dormire in posiziona prona (a pancia in gi), l’esposizione a fumo passivo e piccole infezioni respiratorie, si aggiungono e aggravano la situazione, inducendo la Sids. In particolare, sono fattori di rischio: la posizione a pancia in su, far dormire il bambino su materassi, cuscini e piumini soffici, l’esposizione del feto e del neonato al fumo, la giovanissima et della madre e l’assenza di un percorso di assistenza adeguata nel periodo pre e post natale, la nascita prematura o basso peso alla nascita, la presenza di infezioni respiratorie.

Le raccomandazioni

In particolare, ai genitori si raccomanda di: far dormire i bambini sulla schiena, non fumare durante la gravidanza e dopo la nascita del bambino, coprire il bambino con coperte che rimangano ben rimboccate e non si spostino durante il sonno, non utilizzare cuscini soffici o altri materiali che possano soffocare il bambino durante il sonno, allattare al seno il bambino nei primi sei mesi di vita, far dormire il bambino in un ambiente a temperatura adeguata e con sufficiente ricambio di ossigeno, limitare la co-presenza del bambino nel letto con altre persone.

23 ottobre 2018 (modifica il 23 ottobre 2018 | 15:25)

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Autore dell'articolo: admin