Fake news reazionarie e buon business



«Democratici. False news e false bombe» diceva il cartello fatto in casa di una signora all’ultimo dibattito tra i due aspiranti governatori della Florida. Mentre Trump abbandonava l’appello a favore dell’unificazione del paese suggeritogli dal teleprompter per dare sfogo a una serie di invettive contro «i media» che sarebbero continuate anche nei giorni successivi, dai margini più paranoici della rete, l’ultima teoria del complotto era già arrivata al mainstream: gli ordigni esplosivi inviati ai Clinton, a Obama, Holder, Brennan .. … Continua


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Autore dell'articolo: admin