Esistenze ai margini condannate all’infelicità



Fuga e follia. Ma non come vorrebbe Forman, perché la «follia» in Ovunque proteggimi è una questione sociale, più che clinica o esistenziale. Da una parte Alessandro, cinquantenne disilluso che tira tardi la notte a cantare nei locali per avventori distratti. Molta rabbia e pochi sogni, affidati per lo più alla bottiglia e alle slot machine. Dall’altra Francesca, macerie alle spalle e un figlio di cinque anni dato in affido ai servizi sociali. SU ENTRAMBI pesa lo stigma del fallimento, … Continua


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Autore dell'articolo: admin