era il consigliere di Salvini per l’energia


Arrestati anche suo figlio Francesco e il re dell’eolico Vito Nicastri con suo figlio Manlio.

Francesco Paolo Arata - Lega - Arrestato

Francesco Paolo Arata, suo figlio Francesco, il “re dell’eolico” Vito Nicastri e suo figlio Manlio sono stati arrestati dopo che due mesi fa era stato notificato loro l’avviso di garanzia ed erano state effettuate delle perquisizioni.

Francesco Paolo Arata, ex deputato di Forza Italia, due anni fa è entrato nell’entourage di Matteo Salvini come consigliere per la parte del programma della Lega relativo all’energia, mentre Vito Nicastri è considerato vicino al boss mafioso e super latitante Matteo Messina Denaro. Arata è indagato anche in un altro filone di inchiesta insieme con Armando Siri, che, proprio per il coinvolgimento in questa indagine, è stato costretto a dimettersi da sottosegretario del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Le accuse nei confronti di Arata sono di “intestazione fittizia con l’aggravante di mafia, corruzione e autoriciclaggio”. Dalle perquisizioni del 17 aprile, infatti, sono emersi dettagli che hanno convinto il Procuratore aggiunto Paolo Guido e il sostituto Gianluca De Leo a procedere con l’arresto e il giudice per le indagini preliminari Guglielmo Nicastro ha accettato le loro richieste. Oggi sono scattati anche i sequestri di società che gestiscono impianti eolici.

Nelle intercettazioni Arata parlava di mazzette

Dalle intercettazioni delle Dia di Trapani è emerso che Francesco Paolo Arata si considerava “socio di Nicastri al 50%” perché a un amico diceva “abbiamo un accordo societario, di co-partecipazione”. E poi parlava con disinvoltura di mazzette. Per esempio, mentre parlava con Manlio Nicastri, il figlio di Vito Nicastri, ai domiciliari per concorso esterno in associazione mafiosa, diceva: “Nel 2015 ho dato 300mila euro a tuo papà” e si vantava di aver pagato delle tangenti.

A suo figlio Francesco, anch’egli arrestato stamane, poco prima di entrare negli uffici dell’assessorato regionale all’Energia, a Palermo, diceva “Questi qua sono stati tutti pagati”, poi, a proposito del dirigente che si occupava delle autorizzazioni per i parchi eolici, Alberto Tinnirello, diceva: “Quando gli abbiamo dato a Tinnarelli?” E di un altro funzionario diceva “Quello è un corrotto. Un amico, una persona a noi vicina”.

Da quanto scrivono i magistrati Guido e De Leo, Arata aveva rapporti stretti con la politica, in particolare, aveva interlocutori nell’assessorato all’Energia, in particolare con l’assessore Pierobon, grazie alla mediazione di Gianfranco Micciché che a sua volta era stato contattato da Alberto Dell’Utri, fratello di Marcello Dell’Utri, uno dei fondatori di Forza Italia che è stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. Inoltre Arata aveva contatti con Calogero Mannino grazie al quale aveva interloquito direttamente con l’assessore Cordaro.

Foto © Frame video YouTube canale Matteo Salvini


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Autore dell'articolo: admin