Elemosiniere Papa dà la luce al palazzo occupato



La notizia dell’elemosiniere del papa che ieri ha personalmente allacciato l’elettricità in uno stabile occupato a Roma ha conquistato oggi la prima pagina dei quotidiani. La vicenda ovviamente ha suscitato reazioni politiche di segno opposto: il Pd romano ha difeso il cardinale, Salvini lo ha attaccato. Stamattina la società Acea, che gestisce la rete di distribuzione energetica nella capitale, ha presentato un esposto contro ignoti. Atto dovuto, si spiega, l’allaccio è abusivo e quindi c’è un’ipotesi di reato, cioè furto di energia.

L’elemosiniere del Papa, cardinale Konrad Krajewski, adempiendo a quello che è il suo ruolo, ieri si è calato nella centralina elettrica di uno stabile occupato da Spin Time, in via Santa Croce in Gerusalemme, ripristinando la corrente nell’immobile in cui vivono 450 persone che dovrebbero pagare una bolletta da 300mila euro. Subito il ministro dell’Interno Matteo Salvini aveva invitato la Santa Sede a pagare anche i debiti accumulati dai residenti.

Secondo il vicepremier: “Sostenere l’irregolarità non è mai un buon segnale… Visto che ci sono tanti italiani ed anche immigrati regolari che, anche se con difficoltà, le bollette le pagano… Ognuno fa quello che vuole, io da ministro dell’Interno garantisco le regole. Se in Vaticano vogliono pagare le bollette a tutti gli italiani in difficoltà, ci diano un conto corrente”.

Il cardinale Krajewski stamattina a NewsMediaset ha detto: “Se ci saranno bollette da pagare le pagherò e allo stesso modo se ci saranno reati io pagherò come è giusto. Salvini? È il ministro delle bollette? Perché non si occupa dei migranti?”. L’elemosiniere del Papa ha aggiunto: “Quel che ho fatto, l’ho fatto in modo consapevole, sapendo di non commettere alcun reato perché non c’erano i sigilli. Non capisco perché tutti stiano dicendo che ho rotto i sigilli, questo non è vero. Il pozzo era aperto…”.

A Salvini aveva replicato anche suora Adriana Domenici, missionaria laica, che si è battuta in prima fila per il ripristino della luce nel palazzo occupato: “Di fronte a un problema di salute e di vita delle persone, non mi aspettavo dal ministro Salvini una risposta del genere. Mi aspettavo ben altro, mi aspettavo un intervento suo, anche personale, all’interno di questo posto” ha detto la suora all’Adnkronos.

Nello stabile occupato vivono in tutto 170 famiglie, con 98 bambini, che erano al buio e senza acqua calda dal 6 maggio.


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Autore dell'articolo: admin