Eicma 2018: il futuro è cinese


In tanti parlano dell’edizione di Eicma 2018 come dell’esposizione in cui la moto elettrica ha fatto boom: marketing, comunicati stampa e ogni casa impegnata a presentare almeno un modello a trazione pulita. Pure Harley Davidson. Per la sostanza di questa esposizione, il vero boom, stata la Cina. Per diversi motivi.

Eicma 2018: il futuro

Pechino destinato a diventare il padrone delle due ruote. I segnali sono numerosi. Si percepiscono gi arrivando a Rho Fiera in metropolitana: mai come quest’anno i cinesi affollavano le carrozze della Linea rossa. Poi, c’era una volta il padiglione 9, dove venivano relegati come in un ghetto i cinesi in striminziti e deserti stand. In Fiera, oggi, l’esposizione di ZNEN (fresco proprietario di Moto Morini) era ampia e d’effetto quella di molti europei e diverse conferenze stampa erano affollate come non si era mai visto. Segnali. Poi c’ la sostanza. Sulla componentistica sono diventati praticamente imbattibili. Un esempio? Progettare ex novo un faro (uno degli elementi pi caratterizzanti di una motocicletta) costa per un’azienda europea fino a 500 mila euro. In Cina solo una frazione di questa somma. E la qualit molto spesso elevata. Non c’ gara.

La Lambretta cinese a Eicma 2018
La Lambretta cinese a Eicma 2018

Certo fanno scooter e motori di piccola cilindrata perch non sono capaci di fare motori grandi. Vero. Per li comprano come hanno fatto con Morini. Oppure sfruttano l’esperienza italiana (come con Benelli) e producono i motori in Cina. Tra due-tre anni produrranno tutto e bene. A che costi? Poi, si dice, non hanno tradizione motoristica. Abbastanza vero. Infatti stanno imponendo la trazione elettrica. E anche per questo il boom elettrico di Eicma 2018 nasconde il boom cinese. Senza dimenticare che i cinesi sono padroni in Africa di tante sorgenti di materie prime. Non ultime le miniere di litio, elemento chiave per la produzione delle moderne batterie da destinare alla trazione elettrica Sono entrati in questi anni nella propriet di aziende italiane ed europee e di certi marchi un tempo italiani resta solo il nome (Lambretta) e i prodotti non sono male. Sono scarsi nel design? Ancora per qualche mese.

Eicma 2018
Eicma 2018

Angel Lussiana (la matita che ha disegnato la Morini Milano, la pi ammirata di EICMA 2017) tornato dalla Cina tre giorni fa e Rodolfo Frascoli (fresco di Suzuki Katana, tra le pi ammirate di EICMA 2018) solo da qualche giorno in pi. Chi non ce la fa, per ora copia, e in alcuni casi, fotocopia. Pubblicano ormai riviste di settore interessanti come le nostre, anche se graficamente possono migliorare (mi riferisco a Mega Chinamotor che girava tra gli addetti ai lavori in questi giorni di Fiera) e negli stand non fanno salire sulle moto ragazze cinesi in bikini. Ci mettono (raramente) le italiane. E anche questo fa pensare.

Eicma 2018: il futuro

Ma quello che pi colpisce che anche in aziende italianissime e ricche di storia la componentistica cinese si infilata in ogni prodotto. Molti marchi che lavorano sulle due ruote elettriche stanno decidendo se motorizzare i loro mezzi con prodotti italiani, tedeschi o cinesi e un passaggio al padiglione 9 d’obbligo. Tempi duri per gli europei.

13 novembre 2018 (modifica il 13 novembre 2018 | 12:59)

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