“Ecco le 4 domande a cui la Lega deve rispondere”


Armando Siri Facebook

Il Movimento 5 Stelle è ancora sul piede di guerra per il caso di Armando Siri, il sottosegretario ai Trasporti raggiunto da un avviso di garanzia per corruzione. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha chiesto del tempo per prendere una decisione, mentre Luigi Di Maio ribadisce la richiesta di dimissioni per il leghista e Matteo Salvini va all’attacco degli alleati di governo pur di non dover affrontare di petto la situazione.

Oggi, però, è ancora una volta il Movimento 5 Stelle a tornare sull’argomento con un lungo post pubblicato sul Blog delle Stelle in cui si rivolge direttamente alla Lega con quattro domande che devono ricevere una risposta quanto prima:

1. Quali sono i reali rapporti tra Siri, la Lega e Paolo Arata (l’ex parlamentare di Forza Italia, adesso responsabile del programma della Lega per l’ambiente che, secondo l’accusa, sarebbe vicino a Vito Nicastri, imprenditore indicato dai magistrati come “finanziatore” della latitanza del boss Matteo Messina Denaro)?

2. Perché il sottosegretario Siri ha presentato più volte delle proposte, sempre bloccate e rispedite al mittente dal MoVimento 5 Stelle, per incentivare l’eolico (materie oggetto di interesse proprio di Paolo Arata)? Per quale fine?

3. Perchè Siri si è contraddetto, cambiando versione più volte (quando è uscita la notizia dell’indagine per corruzione ha detto: “Non mi sono mai occupato di eolico in vita mia“. Poi ha ammesso di aver presentato una proposta di modifica alla legge sugli incentivi: “Me l’ha chiesto una filiera di piccoli produttori”. Infine, al Corriere, ha dichiarato: “Arata mi ha fatto una testa così e gli ho detto ‘va bene, mandamelo’ ”)?

4. Il figlio di Arata è stato assunto da Giorgetti presso il Dipartimento programmazione economica. Giorgetti sapeva che era figlio di Arata e dei rapporti del padre con Nicastri?

Gli stessi dubbi sono stati sollevati dal Movimento 5 Stelle in questi ultimi giorni, ma la Lega ha provato, in modo anche piuttosto plateale, a spostare l’attenzione altrove – “e allora Virginia Raggi?” – e difendere l’operato di Armando Siri. Ora, però, dopo le mancate risposte, M5S è tornato alla carica, sottolineando che “la politica deve dare il buon esempio. Nessuno può nascondersi dietro la presunzione di innocenza di fronte all’ipotesi di un reato di corruzione. Non può farlo, a maggior ragione, quando nella stessa inchiesta emergono legami con la mafia“:

Quando un politico viene accusato dalla magistratura di essere un corrotto, deve fare un passo indietro e chiarire. Si può difendere, è un suo diritto, ma deve farlo lontano dalla sua carica. È quel che è accaduto al sottosegretario Armando Siri. E quel che abbiamo chiesto, in virtù della nostra coerenza, è stato che si mettesse in panchina fino al chiarimento definitivo, che rinunciasse al suo incarico nel governo mantenendo comunque il ruolo di senatore.

Questa ennesima richiesta del Movimento 5 Stelle rischia di inasprire ancora di più la tensione in vista del Consiglio dei Ministri in programma oggi, che vedrà la partecipazione dei due vicepremier e di Giuseppe Conte. Ci sarà una replica pubblica della Lega?


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Autore dell'articolo: admin