ecatombe da 290 morti. Nessuna rivendicazione. Governo revoca coprifuoco


21 aprile 2019 – È stato revocato il coprifuoco imposto in Sri Lanka dalle autorità dopo gli attentati che ieri hanno provocato secondo l’ultimo bilancio almeno 290 morti e 500 feriti. Ieri sera un ordigno non esploso è stato disinnescato all’aeroporto internazionale che si trova fuori dalla capitale Colombo che stamattina sembra un città fantasma, con negozi chiusi e nessuno per le strade. La polizia ha fatto sapere di aver arrestato 24 persone in relazione agli attacchi, secondo quanto riferito dalla Bbc.

“L’India è solidale con il popolo dello Sri Lanka” ha scritto il premier indiano Narendra Modi su Twitter mentre dall’ONU è giunta forte la condanna della strage. Il segretario generale Antonio Guterres ha espresso la sua solidarietà e la sua indignazione per gli attacchi terroristici contro chiese e hotel nel “giorno sacro per i cristiani di tutto il mondo”.

Lo Sri Lanka, già dilaniato da venti anni di guerra civile alimentata dai separatisti Tamil, stava vivendo un periodo di pace: l’ultimo scontro tra separatiti e autorità avvenne nel 2009 proprio in questo periodo dell’anno. La polizia ha parlato genericamente di terrorismo religioso, ma finora non c’è stata nessuna rivendicazione dell’ecatombe perpetrata nel giorno di Pasqua e il premier ha invitato a non speculare su notizie incerte.

In realtà fonti della polizia subito dopo gli attentati avevano fatto trapelare di una recente informazione riservata su un piano di potenziali attacchi alle principali chiese dell’ex Ceylon da parte di un gruppo islamista locale, il National Thowheeth Jama’ath (NTJ) noto per aver distrutto in passato immagini del Buddha, notizia poi smentita dalle stesse autorità come riferito anche da Al Jazeera.

Attentati in Sri Lanka: arrestate 13 persone. Il governo: “Terrorismo religioso”

21 aprile 2019 – Almeno 215 persone hanno perso la vita e circa 450 persone sono rimaste ferite nella serie di attentati che hanno sconvolto lo Sri Lanka e nessuno ha ancora rivendicato la paternità della strage, coordinata con diversi ordigni fatti esplodere in tre chiese a Negombo, Batticaloa e Colombo, e in tre alberghi di lusso della capitale.

Le indagini stanno procedendo a 360 gradi e le forze dell’ordine hanno fatto sapere che 13 persone sono già state arrestate. Nelle mani della polizia di Colombo ci sarebbe anche uno dei veicoli utilizzati per trasportare gli attentatori della capitale, ma i rilievi sono ancora in corso e non è chiaro se le analisi faranno emergere elementi utili alle indagini.

Il governo, che ha prontamente disposto il coprifuoco e bloccato temporaneamente l’accesso ai principali social network, ha fatto sapere che le forze dell’ordine starebbero privilegiando la pista del terrorismo religioso, pur non escludendo altre possibilità.

Le autorità temono che non tutte le bombe piazzate dagli attentatori sono esplose questa mattina. Gihan Seneviratne, portavoce dell’Aeronautica militare dello Sri Lanka, ha reso noto che un tubo in PVC lungo circa 2 metri e contenente del materiale esplosivo è stato rinvenuto alle porte dell’aeroporto di Colombo e subito messo in sicurezza. Non è escluso, quindi, che altri ordigni non esplosi siano ancora disseminati per Colombo o altre città dello Sri Lanka.

In attesa che la situazione sia più chiara, l’identificazione delle vittime prosegue senza sosta. Tra le persone che hanno perso la vita ci sono anche oltre 32 cittadini stranieri, inclusi 5 cittadini britannici, 3 indiani, 3 danesi, 2 turchi e uno del Portogallo. La Farnesina ha confermato che nessuno cittadino italiano è rimasto coinvolto nella tragedia.



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Autore dell'articolo: admin