“È un truffatore e un imbroglione”. Le accuse a Trump dell’ex legale


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Quando il presidente Trump comincerà il suo summit in Vietnam con il leader nordcoreano Kim Jong-un, l’ex avvocato personale e tuttofare del presidente, Michael Cohen, testimonierà davanti alla Commissione investigativa della Camera. E il vertice che potrebbe sancire una vittoria di Trump in politica estera finirà oscurato da ciò che accadrà a Washington.

Cohen sarà ascoltato in audizione in Congresso per tre giorni di fila, a partire da oggi. Ma la testimonianza più attesa è quella in calendario mercoledì, davanti alla commissione ‘Oversight’ della Camera dei Rappresentanti, perché è l’unica a porte aperte. Quando ad Hanoi saranno le dieci di sera, e a Washington le 10 di mattina, Cohen verrà ascoltato dalla Commissione e racconterà gli affari della famiglia Trump, le presunte frodi fiscali, i 130 mila dollari pagati a Stormy Daniels, un’attrice di film porno, perché non rivelasse la relazione sessuale con il presidente subito dopo la nascita di Barron, l’unico figlio di Melania.

“Così mi ha chiesto di mentire”

Il New York Times ha anticipato il testo del discorso di apertura della testimonianza, nel quale il legale definisce il suo cliente “un razzista, un truffatore e un imbroglione”. Dal documento emerge che, secondo Cohen, Trump sapeva che un suo ex consulente, Roger Stone, aveva avuto contatti con WikiLeaks prima che quest’ultima diffondesse le email della Convenzione Elettorale Democratica che rivelarono l’orientamento dell’organismo, sulla carta neutrale, a favore della campagna di Hillary Clinton e ai danni di Bernie Sanders. Cohen afferma inoltre di essere stato a conoscenza di un progetto immobiliare in Russia che l’allora candidato repubblicano stava portando avanti nonostante fosse già in campagna elettorale. 

“Nelle conversazioni che avemmo durante la campagna, mentre ero occupato a negoziare con la Russia per suo conto, mi guardò negli occhi e mi disse che non c’era nessun affare in corso con la Russia e di andare a mentire al popolo americano ripetendo la stessa cosa”, dichiarerà Cohen, “in questo modo, mi stava chiedendo di mentire. Trump non mi disse in modo esplicito di mentire al Congresso. Questo è il suo modo di operare”. L’audizione verrà trasmessa dai maggiori canali televisivi e sarà visibile in streaming sui siti del Congresso e della Commissione. Cohen, condannato a tre anni e in procinto di andare in carcere (il 6 maggio) per uso illecito di fondi elettorali, potrebbe raccontare anche storie personali dei suoi dieci anni al servizio di Trump.

La Casa Bianca: “È uno sciagurato criminale”

La Casa Bianca ha reagito con toni insolitamente duri: “È uno sciagurato criminale, che andrà in prigione per aver mentito al Congresso e per aver fatto dichiarazioni false. Ci aspettiamo che ne faccia altre in questi giorni. È ridicolo che gli venga dato credito ed è patetico che abbia una nuova possibilità per spargere le sue menzogne”. Da mesi l’ex avvocato del presidente si è dichiarato colpevole di tutti i capi d’accusa, compreso l’aver mentito al Congresso, e sta collaborando con il procuratore speciale Robert Mueller nell’inchiesta sul Russiagate,.

La coincidenza con il viaggio del presidente non è un aspetto secondario. La Casa Bianca la considera una scelta deliberata per colpire il presidente, lo stesso nuovo avvocato di Trump, Rudolph Giuliani, l’ha definita una “non coincidenza”, ma una “scelta politica”. E i repubblicani della Commissione cercheranno di demolire la sua credibilità, ricordando di come avesse già mentito al Congresso. Ma il suo avvocato anticipa la linea difensiva del suo assistito: “Mi assumo tutte le responsabilità, dirà Cohen: in passato ho mentito, ora dovrete decidere se racconto la verità”. 

E la Corte Suprema lo radia dall’albo

Proprio mentre Cohen stava testimoniando a porte chiuse in Congresso, è arrivata la notizia della sua radiazione dall’albo degli avvocati. Lo ha stabilito la Corte Suprema dello Stato di New York, la città in cui Cohen ha iniziato ad esercitare la professione di avvocato nel 1992. Cohen si è dichiarato colpevole di aver mentito alla commissione Intelligence del Senato e di aver violato le leggi sui finanziamenti elettorali pagando il silenzio di alcune donne che sostenevano di aver avuto una relazione con Trump. L’ex factotum del miliardario è stato condannato a tre anni di carcere e inizierà a scontare la sua pena a maggio avendo ottenuto un rinvio per motivi di salute e per la tre giorni di audizioni parlamentari che ha preso il via oggi.

 

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Autore dell'articolo: admin