E tu di che cronotipo sei? Arrivano i test per scoprirlo


Ultimamente si , come ogni anno, parlato molto del passaggio dall’ora legale a quella solare, con relative, eventuali, ripercussioni, in generale, sul nostro organismo. Ma, scendendo pi nel personale: sappiamo che ora nel nostro corpo? Corrisponde a quella dell’orologio o diversa? Sarebbe interessante saperlo perch quando il ritmo interno troppo sfalsato rispetto all’ora vera cresce il rischio di alcune malattie, inoltre per un maggior benessere le nostre abitudini andrebbero impostate tenendo conto del ritmo circadiano, cio di come le funzioni di organi e tessuti oscillano durante la giornata.

I geni coinvolti

Per il momento difficile sapere se e quanto siamo fuori sincrono, ma in futuro leggere l’orologio biologico di ciascuno di noi potrebbe diventare pi alla portata di tutti grazie a un test, TimeSignature, messo a punto da ricercatori della Northwestern University di Chicago. Analizzando l’espressione di ben 20mila geni in relazione al ritmo circadiano gli esperti ne hanno individuati 40 maggiormente indicativi, utilizzabili come marcatori segnatempo: bastano due prelievi di sangue in momenti diversi della giornata per studiare come varia l’espressione di questi genie risalire, con un margine di incertezza di un’ora e mezza, all’ora che segna l’organismo e quindi al suo cronotipo, che indica come varia l’attivit di tessuti e organi nella giornata. La scoperta stata possibile grazie a un algoritmo messo a disposizione di tutti i ricercatori, che lo potranno usare per studiare meglio l’orologio biologico nell’uomo; il test invece stato brevettato e secondo gli autori potr essere utile per individuare chi a rischio di patologie connesse allo sfasamento dei ritmi interni e per una medicina pi personalizzata, in cui i farmaci vengano somministrati al momento davvero giusto per una cronoterapia pi efficace e con meno effetti collaterali.

Il BodyTime

Non si tratta peraltro dell’unico test messo a punto a questo scopo: quasi in contemporanea nelle scorse settimane anche un gruppo di cronobiologi dell’universit di Berlino ha pubblicato i dati positivi di BodyTime, un altro esame che a partire da una goccia di sangue rivela l’ora giusta nel corpo con l’analisi di dodici geni. Roberto Manfredini, direttore della sezione di Clinica Medica dell’universit di Ferrara ed esperto di cronobiologia, frena tuttavia gli entusiasmi:

I dubbi

Esiste il pericolo di creare aspettative esagerate e premature, sappiamo ancora troppo poco dei ritmi circadiani perch i dati raccolti con questi test possano essere davvero utili in clinica. Potrebbe accadere qualcosa di simile a quanto succede con i test genetici per prescrivere diete personalizzate: vengono fatti pagare profumatamente ma non c’ alcuna prova scientifica reale della loro utilit. Al momento difficile, se non impossibile, interpretare il cronotipo di un singolo per indicare se ha una probabilit pi o meno elevata di certe malattie o se le terapie che segue debbano essere spostate d’orario. Un test per capire il ritmo circadiano di ciascuno di noi potrebbe diventare utile in un prossimo futuro, a oggi non lo .

Il questionario

Non serve insomma precipitarsi a fare il test per conoscere il ritmo circadiano preciso del nostro organismo, perch poi non sapremmo farcene granch. Questo non significa che il cronotipo conti poco, tutt’altro, n che non sia utile sapere con una buona approssimazione se si gufi o allodole, se preferiamo cio andare a dormire tardi svegliandoci quando il sole gi alto o al contrario amiamo vivere di pi le prime ore della giornata per poi iniziare a pensare al letto all’arrivo del crepuscolo. Per questo per non servono test genetici, basta un semplice questionario in diciannove domande, l’Automated Morningness-Eveningness Questionnaire messo a punto dal Center for Environmental Therapeutics di New York e disponibile in rete, anche tradotto in italiano — informa Manfredini —. Gratuito e rapido, sufficiente a inquadrare che tipi siamo per organizzare di conseguenza le nostre giornate e vivere pi in sincrono con le esigenze del nostro organismo, ritrovandoci quindi pi riposati ed efficienti: a volte basta spostare l’orario della cena o dell’esercizio fisico per sentirsi meglio.

Il ciclo luce/buio

Le implicazioni fini di cronotipi leggermente diversi insomma non sappiamo ancora gestirle, ma conoscere il proprio ritmo circadiano in modo almeno generico e cercare di vivere andando a tempo con lui aiuta. Ed anche bene non staccarsi troppo dal ciclo luce/buio, il maggior sincronizzatore dell’organismo: Alcune piccole regole di benessere sono ormai note e possono valere per tutti, senza che sia necessario individuare il cronotipo di ciascuno: per esempio, sappiamo che meglio andare a letto entro mezzanotte ed esporsi il pi possibile alla luce naturale, perch questo ci resetta fisiologicamente sugli orari giusti; a meno di avere l’esigenza di essere mantenuti attivi pi a lungo, come pu capitare per esempio negli anziani o nei pazienti con demenza di Alzheimer, altrettanto utile non esporsi alla luce blu degli schermi di televisione e computer alla sera, perch questa luce blocca molto la produzione di melatonina rendendo pi difficile addormentarsi — specifica Manfredini —. Infine un’altra raccomandazione valida per tutti riguarda gli orari dei pasti, che pur essendo un “sincronizzatore secondario” rispetto alla luce hanno non poca rilevanza per la salute: si sa infatti che dovremmo garantire all’organismo almeno dodici ore di digiuno a cavallo della notte, perch cos il metabolismo funziona molto meglio.

17 novembre 2018 (modifica il 17 novembre 2018 | 15:00)

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Autore dell'articolo: admin