È Torino la vera sconfitta nell’assegnazione delle Olimpiadi all’Italia?


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XU JINQUAN / POOL / AFP


Milano-Cortina, il momento dell’annuncio




È un tripudio di titoli, sui giornali, per l’assegnazione dei Giochi invernali 2026 a Milano-Cortina. Da un semplice, piano e notarile “La vittoria di Milano e Cortina” del Corriere della Sera a un più trionfalistico “Miracolo a Milano (e Cortina) de la Repubblica passando per il più nazionalistico “Giochi di squadra” de Il Messaggero o “Vince lo sprint dell’Italia” al “Una fiaccola di speranza” di Libero fino già più polemico “C’è un’Italia che vince” contro evidentemente un’Paese che gioca a perdere, aspetto che è esplicitato nel titolo de Il Giornale: “Olimpiadi a Milano. Vince l’Italia antigrillina” e anche da quello molto soddisfatto de Il Foglio: “La goduria dei giochi senza grillini”. 

Su qualche pagina è già tutto un far di conto, come esplicita Il Sole 24 Ore in una pagina interna: “Sul territorio ricadute per 4,5 miliardi e 36 mila posti” in un effluvio di cartine e mappe de “I luoghi e le piste dove si gareggerà”, come fa il Corriere. E che per Libero “è un affare da 4 miliardi”. Conti e titoli ai quali si contrappone, invece, quello scettico e rovesciato di apertura de Il Fatto Quotidiano: “Olimpiadi: Milano e Cortina vincono ma perde l’Italia” perché “ogni edizione da 50 anni finisce con mega-buchi per città e Paesi organizzatori. E maxi-aumenti di tasse. Senza dimenticare le retate di Expo 2015”.

Tuttavia “è una vittoria ‘nonostante’. Nonostante la contrarietà dei 5 Stelle e la freddezza del governo” sottolinea l’editoriale del Corriere della Sera a firma del vicedirettore Venanzio Postiglione. “Dall’inizio. Da quando Torino, guidata dal partito di Grillo, ha confermato il rifiuto della Tav e poi (la coerenza del ‘no’) ha frenato sui Giochi del 2026 che dovevano consacrare l’arco alpino dal Monviso alle Dolomiti.

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A quel punto, la svolta. Giancarlo Giorgetti, a nome di un pezzo di governo, ha lanciato Milano e Cortina senza il Piemonte”. E “con il sì di Beppe Sala, sindaco di centrosinistra, pronto a riproporre il modello vincente di Expo e a confermare il momento positivo della città. E con il sì dei governatori leghisti Attilio Fontana e Luca Zaia, anche come prova generale dell’autonomia”. Un Paese che s’oppone al declino e a una politica declinista, dunque.

Tutti contenti, dunque, “tranne uno” come sottolinea Marco Imarisio sulle colonne del quotidiano di via Solferino. Perché “in questa storia olimpica a lieto fine, a Torino spetta la parte del brutto anatroccolo, quello che alla festa se ne sta in disparte”. Ovvero Torino la Grande Sconfitta, “la tragicommedia della candidatura” e “il modo in cui Torino è riuscita a perdere Olimpiadi già vinte in partenza rappresenta una lezione a futura memoria sulle cose da non far e nel mondo globalizzato che richiede alleanze, umiltà, e sinergie”. Quel che è appunto accaduto per Milano e Cortina.

Ma quel che è accaduto ieri a Losanna è il segnale che l’Italia “funzione quando riesce a fare squadra, fare sistema” ma anche quando “quando i grillini non toccano palla, l’Italia qualche speranza ancora di farcela ce l’ha” scrive il direttore de Il Foglio Claudio Cerasa. Che plaude invece all’azione del sottosegretario Giorgetti che “è riuscito a creare una candidatura alternativa” a quella di Torino “e anche a costruire un asse con lo stesso capo del Coni (Malagò) che il suo governo aveva gravemente depotenziato con la riforma del Coni”.

La Repubblica dedica anche un servizio ai giochi Olimpici invernali del 2006 che sono stati “una fortuna per la città di Torino, un disastro per molti impianti abbandonati nelle valli” in quanto “hanno prodotto un’ambivalente, ambigua eredità, materiale e immateriale insieme”. Cioè, “diedero a Torino una diversa e più ampia percezione di sé, le fecero conoscere una solida vocazione turistica, la dotarono della prima linea della metropolitana ma soprattutto tolsero quella patina di riservatezza e disincanto che avviluppava i cittadini, i bogianen, scaraventati nella vertigine delle notti bianche e delle premiazioni in piazza Castello”. Però è altrettanto vero che “molti impianti sportivi della Valsusa sono oggi balene spiaggiate e senza futuro”.

E a proposito di Torino, Il Fatto ricorda che “l’ex capitale d’Italia, un anno fa, nel settembre del 2018, è stata tagliata fuori con la sua proposta di candidatura ai Giochi. E la sindaca Chiara Appendino aveva dovuto prenderne atto, ricordando, assai irritata, che “senza l’appoggio e il sostegno economico del governo” Torino non avrebbe alcuna possibilità. Le cose sono andate esattamente in questo modo, nonostante il successo d’immagine delle Olimpiadi di Torino del 2006. La città sabauda aveva cominciato a perdere ben prima del settembre 2018, però, soprattutto perché la maggioranza a 5Stelle della sindaca aveva minacciato di spaccarsi in caso di un “sì”deciso ai Giochi del 2026”

Tuttavia, ancora su la Repubblica, Sergio Rizzo si concentra sul successo Milano-Cortina per osservare anche “Quanto diventa lontana Roma”, esattamente un anno dopo aver detto “No alle Olimpiadi del mattone!” e la sindaca di Roma Virginia Raggi rivendicava “Roma ce la fa, ce la sta già facendo anche senza Olimpiadi”. Chiosa Rizzo: “Qualunque città ce la può fare anche senza Olimpiadi. Dipende soltanto come. Non abbiamo alcun dubbio, per esempio, che Milano ce l’avrebbe potuta fare anche se non si fosse aggiudicata, insieme a Cortina, l’organizzazione dei Giochi invernali per il 2026. Ma non sbagliamo immaginando che per quella città potrebbe essere l’occasione per fare un altro salto nella graduatoria delle metropoli europee. E scavare ancora più in profondità l’abisso che già la separa dalla capitale d’Italia. Come purtroppo fossero, già ora, centri urbani di due Paesi diversi, tanto è abissale e palpabile la differenza”.

Mentre Il Messaggero segnala che diventa “un caso i complimenti di Raggi” alle due città vincitrici: “Proprio la sindaca ‘anziché chieder scusa ai romani’, come le rinfaccia il Pd, si è lanciata in un tweet: ‘L Olimpiadi invernali 2026 si faranno in Italia. Complimenti a tutti coloro che hanno lavorato per questo risultato. Congratulazioni ai colleghi sindaci Sala e Ghedina’. E pensare che tre anni fa poteva essere lei, insieme alla Capitale, a festeggiare per i giochi estivi” chiosa il quotidiano della Capitale.

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Autore dell'articolo: admin