È stata rimpatriata in Corea del Nord la figlia dell’ambasciatore disertore a Roma


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Afp


Pyongyang




La figlia dell’ex ambasciatore nord-coreano a Roma, Jo Song-gil, è stata “rimpatriata” in Corea del Nord dopo la diserzione del padre, negli ultimi mesi dello scorso anno. A riferirlo è l’ex numero due dell’ambasciata nord-coreana a Londra, Thae Yong-ho, che nel 2016 aveva anch’egli disertato e ora vive in Corea del Sud.

Il diplomatico di Pyongyang, che sarebbe in cerca di asilo politico, “non è riuscito a portare con sé la figlia”, ha detto Thae, citato durante un incontro con la stampa a Seul dall’agenzia France Presse. L’ex diplomatico di Pyongyang il mese scorso aveva chiesto al governo sud-coreano di proteggere Jo e lo aveva invitato a venire in Corea del Sud, un invito che oggi non riformulerebbe all’ex collega, dopo avere appreso la sorte della figlia. “La punizione che è inflitta a coloro i cui familiari sono andati in Corea del Sud è incomparabile a quella inflitta a chi ha avuto parenti che hanno disertato in altri Paesi”, ha detto l’ex diplomatico.

Jo Song-gil era stato nominato incaricato d’affari all’ambasciata a Roma nel 2017, dopo l’espulsione del suo predecessore, Mun Jong-nam, in segno di protesta per l’ultimo test nucleare di Pyongyang. La figlia di Jo viveva con i genitori a Roma prima della diserzione del padre, e sarebbe stata catturata dai servizi segreti nord-coreani prima che potesse fuggire assieme a lui, anche se non è chiaro in che modo sia stata riportata in Corea del Nord.

Thae ha anche criticato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per “l’errore strategico” di avere dichiarato di voler “distruggere totalmente la Corea del Nord” al culmine della crisi missilistica e nucleare del 2017, soffiando sul fuoco di una possibile guerra nucleare di cui non esisteva una reale minaccia. “Era quello che Kim voleva”, ha concluso. “Così il mondo ha deciso di parlare prima di pace che di denuclearizzazione della penisola coreana”. 

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Autore dell'articolo: admin