È cominciato lo spoglio delle schede in Sardegna 


È cominciato lo spoglio delle schede in Sardegna 



Si saprà probabilmente solo a scrutinio molto avanzato se a governare la Sardegna sarà il senatore sardista eletto con la Lega, Christian Solinas, candidato del centrodestra, o il sindaco metropolitano di Cagliari, Massimo Zedda, appoggiato da una coalizione di centrosinistra.

Nettamente staccato Francesco Desogus (M5s), dato fra il 13,5 e il 17,5%, con percentuali più che dimezzate rispetto alle politiche di appena un anno fa. Ieri ha votato solo un sardo su due, come cinque anni fa. Lo spoglio delle schede è iniziato da pochi minuti, ma gli exit poll del Consorzio Opinio Italia diffusi ieri dalla Rai dopo le 22, a urne appena chiuse, indicano un testa a testa – a un punto e mezzo di differenza – fra i candidati presidente delle due coalizioni, con una forbice minima che lascia pronosticare un finale al cardiopalma per elezioni regionali alle quali big politici e osservatori hanno attribuito la valenza di un test nazionale, sia per gli equilibri di governo sia in vista delle europee di fine maggio.

In Sardegna vincerà il candidato presidente che prenderà il maggior numero di voti: a Solinas gli exit poll attribuiscono fra il 36,5 e i 40,5% delle preferenze, mentre per Zedda la forbice è 35-39%, percentuali soggette a errore statistico che il responso delle urne potranno confermare o rettificare sensibilmente. Entrambi i candidati più votati sono destinati a entrare comunque in Consiglio regionale, anche se uno dei due sarà solo consigliere, ammesso che non scelga di mantenere la carica che già ricopre.

Solinas dovrebbe seguire lo spoglio dalla sede del comitato elettorale allestita dalle 8:30 nella sala T3 del THotel, a Cagliari, mentre per Zedda la base sarà dalle 9 la sala Amsicora dell’hotel Panorama. – M5S Nettamente staccato Francesco Desogus (M5s), dato fra il 13,5 e il 17,5%. Sebbene con consensi dimezzati rispetto alle politiche di un anno fa, secondo gli exit poll il Movimento si conferma il primo partito dell’isola, con il 14,5-18,5%), sebbene sia la sua prima volta alle elezioni regionali sarde. Segue il Pd (12,5-16,5%), il linea con il risultato delle ultime politiche.

LEGA PRIMO PARTITO DEL CENTRODESTRA Terzo un altro partito al debutto per il voto dell’Assemblea sarda, la Lega (12-16%), che si è imposto, però, come prima formazione del centrodestra, davanti a Forza Italia (6-10%) e Fratelli d’Italia (2-5%), secondo le indicazioni degli exit poll. Comunque vada, i partiti dei due vicepremier Matteo Salvini, che ha condotto una campagna elettorale particolarmente aggressiva, e Luigi Di Maio, più defilato, per la prima volta avranno propri rappresentanti nel parlamento dei sardi, dove siederanno 60 consiglieri.

La loro distribuzione dipenderà anche dall’entità del premio di maggioranza che si calcola in base alla percentuale di voti ottenuta dal vincitore: il 60% dei seggi nel caso il presidente eletto abbia ottenuto una percentuale di preferenze superiore al 40%; il 55% dei seggi in caso di percentuale di preferenze fra il 25% e il 40%. Nessun premio viene assegnato quando il presidente è eletto con meno del 25%

COALIZIONI Come previsto dai sondaggi prima del voto, la forbice fra le coalizioni è molto netta, a favore del centrodestra, segno che il voto disgiunto – sempre secondo gli exit poll – ha premiato Zedda: le 11 liste per Solinas avrebbero fra il 43 e il 47%, le 8 a sostegno di Zedda solo fra il 27 e il 31%.

Sotto le aspettative il M5S, con una forbice fra il 14,5 e il 18,5%, in linea con le percentuali attribuite al suo candidato presidente. Non sono disponibili exit poll sugli altri quattro candidati alla presidenza, alla guida di altrettante liste, tre delle quali indipendentiste: Paolo Maninchedda per il Partito dei Sardi, Mauro Pili per ‘Sardi liberi’, Andrea Murgia per Autodeterminatzione e Vindice Lecis per Sinistra Sarda. Nel loro complesso le altre liste sono date all’11-15%

AFFLUENZA BASSA In una tornata perturbata da timori per l’ordine pubblico per la protesta dei pastori e dominata dai social dove ancora una volta ieri il ministro dell’Interno Salvini (e non solo lui) ha infranto il silenzio elettorale per invitare a votare la Lega, l’affluenza alle urne è stata più alta di appena l’1,4% rispetto a cinque anni fa.

Nonostante i continui appelli al voto e qualche seggio affollato ieri mattina, evidentemente un’eccezione, alle urne si è presentato il 53,75% contro il 52,28% delle regionali del 2014, secondo i dati elaborati dalla Regione Sardegna. Le percentuali più elevate si sono registrate nel collegio di Cagliari (55,47%) e Sassari (54,65%), quelle più basse nel Medio Campidano (50,85%) e nell’Oristanese (51,26%).

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Autore dell'articolo: admin