due ricercatori italiani tra i migliori 11 emergenti al mondo


Si tratta di Silvia Marchesan e Giorgio Vacchiano.

Ricercatori italiani su Nature Marchesan e Vacchiano

L’Italia continua a distinguersi nel campo della scienza e dopo i trionfi di Alessio Figalli nella matematica e Giovanni Gallavotti nella fisica matematica, arrivano altre conferme da parte di giovani ricercatori. Infatti Silvia Marchesan dell’università di Trieste e Giorgio Vacchiano della Statale di Milano sono stati inseriti tra gli undici migliori ricercatori emergenti da Nature.

La più importante rivista scientifica ha infatti pubblicato l’elenco degli undici migliori ricercatori, ossia colori che “stano lasciando il segno nella scienza” e li ha selezionati su una lista di ben 500 profili presi in esame. Nature ha scritto che questi scienziati hanno “il mondo ai loro piedi”.

Silvia Marchesan

Silvia Marchesan, 39 anni, è professoressa associata del dipartimento di Chimica organica. Si è laureato a Trieste nel 2004 e si occupa principalmente di super strutture ottenute da piccoli componenti molecolari molto semplici in acqua da usare per diverse applicazioni. Ha sviluppato un idrogel di proteine che si auto-assemblano e riparano i tessuti del corpo rilasciando farmaci. Dopo la laurea a Trieste ha conseguito il dottorato in Chimica a Edimburgo, poi è stata a Londra, in Finlandia e in Australia, ma nel 2013 è tornata in Italia e nel 2015 ha ottenuto i fondi per il progetto Sir del Miur grazie al quale ha aperto un suo laboratorio all’Università di Trieste. Nell’elenco di Nature è sesta.

Giorgio Vacchiano

Giorgio Vacchiano, 38 anni, è ricercatore del Dipartimento di Scienze agrarie e ambientali dell’Università degli Studi di Milano e si occupa di Assestamento forestale e Selvicoltura. In particolare, la sua attività negli ultimi anni si è concentrata sulla gestione forestale, i servizi ecosistemi, le capacità di resistenza e resilienza delle foreste ai cambiamenti climatici, le conseguenze degli incendi boschivi e di altri disturbi naturali sulle foreste temperate europee. Per 15 mesi ha lavorato sulla modellazione forestale per la Commissione Europea, poi, nel febbraio 2018, è approdato alla Statale. Nell’elenco di Nature è undicesimo.

I profili presi in esame da Nature sono quelli di ricercatori di tutto il mondo che hanno pubblicato almeno un articolo nel 2017 in una delle 82 riviste del Nature Index e il cui primo documento scientifico sia apparso meno di 20 anni fa.




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Autore dell'articolo: admin