Due donne alla guida della ricerca biomedica del Mario Negri


Nuovi incarichi, tutti al femminile, nel campo della ricerca biomedica all’Istituto Mario Negri. Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto, ha nominato, Raffaella Giavazzi, coordinatore delle ricerche della sede di Milano e Ariela Benigni coordinatore delle ricerche della sede di Bergamo e Ranica.

Giavazzi: biologia e farmacologai dei tumori

Le due scienziate sono impegnate in aree di ricerca diverse. L’interesse di Raffaella Giavazzi rivolto alla biologia e la farmacologia dei tumori, in particolare allo studio dei meccanismi che regolano il processo di formazione e diffusione delle metastasi a distanza dal tumore primario. Da tempo si dedica all’identificazione di farmaci antitumorali convenzionali e innovativi e alla valutazione comparativa della loro efficacia anche quando vengono usati in associazione.

Benigni: meccanismi delle malattie ranali

Ariela Benigni si occupa da sempre dei meccanismi che sono alla base dell’insorgenza delle malattie renali, del perch queste progrediscono rendendo necessari dialisi e trapianto e di come arrestare la loro progressione. Si occupa anche di medicina rigenerativa con attenzione particolare alle cellule staminali e alla loro capacit di riparare organi danneggiati. Pi recentemente la sua attenzione si rivolta all’invecchiamento e a come ridurne le conseguenze su organi quali il cuore e il rene.

Al lavoro nello spirito dell’Istituto

Sono felice per questo nuovo importante ruolo — dichiara Raffaella Giavazzi— sono cresciuta al Mario Negri, da studente prima e come capo laboratorio poi, pertanto conosco questa realt da moltissimi anni. Nello spirito dell’Istituto – formazione, indipendenza e rigore scientifico – il mio impegno principale sar favorire l’interazione tra laboratori e dipartimenti e non solo, con l’obiettivo di garantire efficienza e migliorare sempre pi la qualit della ricerca tecnico-scientifica nel campo della farmacologia. Il mio principale obiettivo sono i giovani ricercatori, cui dedicher un’attenzione particolare, migliorando gli strumenti per la formazione, uno dei cardini dello statuto del Mario Negri, e valorizzando la loro ricerca verso una maggior responsabilit e competitivit.

Motivare i giovani

Sono molto onorata di questo incarico e un po’ preoccupata per la nuova grande responsabilit. — dice Ariela Benigni— Ho dedicato la vita alla ricerca, mia passione da sempre, in questo nuovo ruolo voglio contribuire al futuro dell’Istituto formando giovani che siano orgogliosi di portare avanti questo progetto iniziato quasi 60 anni fa. Viviamo in un momento difficile per il nostro Paese, la ricerca ha bisogno di stabilit e certezze, che oggi non abbiamo. C’ poca attenzione per la ricerca scientifica e per i giovani al punto che molti di loro, troppi scelgono di andare all’estero e quelli che tornano sono pochissimi. Sono certa che l’entusiasmo e la voglia di fare che ha sempre caratterizzato i ricercatori del Mario Negri ci aiuteranno a superare le difficolt e a preparare un futuro sereno per la ricerca in Italia.

Tra le Top Italian Women Scientists

Molti i punti in comune tra le due ricercatrici: entrambe bergamasche, con una laurea in scienze biologiche all’Universit di Milano, hanno trascorso periodi di formazione all’estero, sia in Europa che negli Stati Uniti, e hanno ricoperto negli anni importanti incarichi in ambito internazionale. Attualmente, i loro nomi figurano nel gruppo delle Top Italian Women Scientists che comprende le scienziate con pubblicazioni ad alto impatto e nel 2016 sono state inserite tra le 100 esperte nel sito www.100esperte.it, una banca dati online, che raccoglie 100 nomi di esperte nell’ambito delle Science, Technology, Engineering and Mathematics promossa dall’Osservatorio di Pavia e l’Associazione Gi.U.Li.A.

31 ottobre 2018 (modifica il 31 ottobre 2018 | 15:46)

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Autore dell'articolo: admin