Dramma della mente nella pantomima familiare



L’iperbolica scena annuncia già il delirio. Quel lettino da bimbo che occupa l’intero palcoscenico proietta l’incontro dell’uomo con la madre in una dimensione paranoide e irreale. La chiarezza delle parole quotidiane, nelle quali è facile riconoscersi, inciampa nella cinica «normalità» di una relazione affettiva irrisolta. Un emblematico duetto drammaturgico, scritto da Manlio Santanelli nel 1984, nel pieno della rinascita teatrale napoletana post eduardiana, torna sulla scena con la firma di Carlo Cerciello, regista che da qualche stagione sta rivisitando i … Continua


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