Dormire con il cellulare o il Wi-fi acceso fa venire il cancro?


È pericoloso tenere il telefonino in tasca o sul comodino?
Domande e risposte


Campi elettromagnetici


Quanto ne sappiamo

Nel 2011, proprio la Iarc ha preso in esame tutti gli studi effettuati – risponde Francesco Bochicchio, direttore del Centro nazionale per la protezione dalle radiazioni e fisica computazionale dell’Istituto Superiore di Sanit – sia quelli sperimentali (studi in vivo su animali e studi in vitro su cellule) sia quelli epidemiologici (studi osservazionali sull’uomo, compreso lo studio Interphone, coordinato dalla stessa Iarc, sui tumori della testa e del collo negli utilizzatori di telefoni cellulari) sull’eventuale ruolo dei campi elettromagnetici a radiofrequenza emessi non solo dai telefoni cellulari, ma anche da antenne radiotelevisive e antenne fisse per telefonia cellulare, nonch da apparecchiature di notevole potenza usate in ambito industriale. La Iarc ha concluso che questi studi non supportano l’ipotesi di cancerogenicit dei campi elettromagnetici, con l’eccezione di alcuni studi epidemiologici che hanno rilevato in gruppi di utilizzatori di telefoni cellulari un aumento di rischio di contrarre il glioma (un particolare tipo di tumore del cervello) e il neurinoma del nervo acustico (un tumore benigno). Questo aumento di rischio non stato per osservato in altri studi epidemiologici e non risulta supportato dagli studi sperimentali su animali e su cellule: per questo motivo la IARC ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza solo come “possibilmente cancerogeni per gli esseri umani” (Gruppo 2B) e non come “probabilmente cancerogeni” (Gruppo 2A) n come “cancerogeni certi” (Gruppo 1, in cui sono compresi ad esempio i lettini abbronzanti che emettono UV e il radon presente nelle abitazioni). 

dal 2011 non cambiato nulla?

Gli studi successivi al 2011 non rimuovono le incertezze connesse a questa classificazione (compresi due recenti studi condotti negli USA e in Italia su ratti e topi da laboratorio, che forniscono qualche ulteriore evidenza a supporto dell’ipotesi di cancerogenicit, ma per livelli di esposizione molto pi alti a quelli degli utilizzatori di telefoni cellulari), per cui al momento si pu dire che ci sono solo dei sospetti circa una possibile cancerogenicit dei telefoni cellulari, che tuttavia non stata ancora dimostrata dice Alessandro Polichetti, che nello stesso Centro si occupa dei rischi connessi alle esposizioni a campi elettromagnetici.

Come regolarsi?

Tenendo conto dello stato attuale delle conoscenze, chi voglia cautelarsi nei confronti di questo possibile (per quanto non ancora accertato) rischio per la salute pu prendere semplici accortezze come l’utilizzo dell’auricolare o del vivavoce – spiega Bochicchio -. In questo modo si allontana l’antenna del telefono dalla testa dell’utilizzatore riducendo notevolmente l’esposizione, a livelli confrontabili a quelli di chi non sta utilizzando il cellulare. 

Si pu tenere il cellulare vicino al letto di notte?

Come detto, l’esposizione ai campi elettromagnetici durante l’uso dei telefoni cellulari trascurabile in tutti i casi in cui il telefono non sia appoggiato all’orecchio – dice Polichetti -. Quindi, se il cellulare si trova vicino al letto, l’esposizione marginale, sia durante una telefonata in viva voce sia durante un trasferimento dati. Se poi il cellulare non viene utilizzato perch si sta dormendo, l’esposizione praticamente nulla.

Vale lo stesso per tablet, computer e modem del wifi mentre si dorme?

S, in quanto questi apparecchi hanno una potenza di emissione simile o inferiore ai telefoni cellulari, per cui non ci sono rischi per la salute (per quanto riguarda i campi elettromagnetici) nel tenerli accesi di notte conclude Bochicchio.

16 agosto 2018 (modifica il 16 agosto 2018 | 18:09)

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Autore dell'articolo: admin