Dopo due omicidi, è stato sospeso il servizio della Uber cinese


Era il 16 dicembre del 2017 quando un autista libanese di Uber violentò e uccise la diplomatica britannica Rebecca Dykes a Beirut. Il caso fece scalpore e ora il ‘virus’ colpisce anche la Cina. Didi Chuxing è nel caos dopo l’omicidio, annunciato dal gruppo nel fine settimana, della seconda passeggera in circa tre mesi.

La storia di ripete. E’ venerdì 24 agosto quando una ragazza di Wenzhou accede al servizio Hitch della popolare compagnia di ride-sharing. Ha appena venti anni e sta per incontrare il suo carnefice. L’autista della vettura, di nome Zhong, viene arrestato, e poche ore dopo, nella notte tra venerdì e sabato, riportano i media cinesi, confessa lo stupro e l’omicidio della donna.

La polizia dello Zhejiang, nella Cina orientale, dove è avvenuto il delitto, ha spiegato che la donna aveva inviato un messaggio di aiuto ad amici dal suo cellulare, prima di risultare irreperibile. Il caso è divenuto in pochissime ore tra i primi dieci trending topic di Weibo, il Twitter cinese.

Un caso analogo era avvenuto a maggio scorso. La vittima era una ragazzina di ventuno anni. Il caso aveva generato molta rabbia sul web cinese, costringendo il gruppo a pubbliche scuse e alla promessa di inasprimento dei controlli sui propri autisti. Negli ultimi quattro anni, secondo quanto scrive il quotidiano locale Southern Weekly, sono stati segnalati almeno 50 casi di donne molestate o violentate dagli autisti di Didi. 

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 Afp

 Un car service di Didi Chuxing a Wuhan city, nella Cina centrale

A complicare ulteriormente la situazione, in questo secondo caso di omicidio, sarebbe anche la lentezza nella risposta alla polizia, contattata dai familiari della donna. Il gruppo non avrebbe fornito immediatamente il numero di targa del veicolo. Il giorno prima del delitto, l’autista era stato oggetto di critiche da parte di un altro utente.

La Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme cinese, che si occupa della pianificazione economica per il governo, ha promesso forti controlli sulla condotta illegale degli operatori dei trasporti, e ha chiesto alle amministrazioni locali cinesi di aumentare la vigilanza.

Didi Chuxing – con un bacino oltre 30 milioni di autisti – aveva annunciato la sospensione del servizio Hitch citando “errori deludenti” a livello gestionale, riconoscendo la propria responsabilità nella vicenda, e provvedendo a sostituire due dirigenti del gruppo, tra cui il general manager del servizio, Huang Jieli.

Didi Chuxing è uno dei maggiori gruppi dell’innovazione cinese. Ha acquisito Uber China nel 2016 ed ra leader nel settore del ride-sharing. Fino a ieri.




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