Donne yazide, prigioniere resistenti



«Avevano bisogno di aiuto e ne hanno ricevuto solo dalle pietre della loro montagna. Non credo che gli yazidi riusciranno a dimenticare cosa è successo e non li biasimo se hanno perso fiducia nel mondo. Tuttavia, so che la loro capacità di recupero è infinita». Talmente illimitata, racconta Dunya Mikhail, poeta e giornalista irachena residente negli Stati Uniti, che nell’aprile scorso, si sono riuniti al tempio di Lalish – piccola valle di montagna situata nel nord dell’Iraq, circa 60 km … Continua


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