Diabete, il Radar per trovare i pazienti «persi» (con la glicemia alta)


Si chiama Radar ed una sorta di scandaglio digitale per scovare i pazienti con diabete di tipo 2 che non sono in regola e hanno cio la glicemia fuori controllo, la pressione troppo alta o devono perdere peso: l’app, una novit annunciata dall’Associazione Medici Diabetologi (AMD), dedicata ai medici e individua chi ha bisogno di intensificare le cure. Non per l’unico strumento digitale che potr fare la differenza: anche la cartella sanitaria digitale pu essere decisiva e si sta sempre pi diffondendo.

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Una app per i medici

Con il progetto “Radar” di AMD i medici sperano di intercettare i tanti diabetici che devono lavorare di pi su parametri importanti per la gestione della malattia come il peso, la pressione arteriosa o l’emoglobina glicata, indicativa dell’andamento della glicemia negli ultimi due, tre mesi. Oltre il 50 per cento dei diabetici non raggiunge un buon compenso glicemico, dati simili se non peggiori li registriamo per il controllo del peso e della pressione, altri due fattori indipendenti molto rilevanti per il rischio cardiovascolare – dice Domenico Mannino, presidente AMD -. Anche le terapie vengono intensificate in ritardo: al momento dell’aggiunta di un nuovo farmaco i pazienti hanno valori di emoglobina glicata largamente al di sopra dell’ 8 per cento (la soglia per poter dire che si in controllo il 7 per cento, ndr), molti gi da due anni o pi, e tuttora si usano soprattutto ipoglicemizzanti tradizionali con possibili effetti collaterali che rendono la terapia pi difficile per i pazienti. La funzione Radar, applicata alla cartella clinica informatizzata, attiva un sistema di ricerca automatica e consente una rapida identificazione dei pazienti fuori controllo metabolico, per ridurre l’inerzia terapeutica e migliorare l’appropriatezza delle prescrizioni.

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La cartella clinica digitale

L’uso della cartella clinica digitale fondamentale per una buona gestione del diabete: uno studio pubblicato su Diabetic Medicine dal Gruppo Annali AMD ha dimostrato che i centri diabetologici che raccolgono e valutano i dati di processo (ovvero visite ed esami) e clinici (cio i risultati ottenuti) su un arco di 4 anni vedono crescere la percentuale di pazienti in controllo glicemico e che riescono a mantenere nella norma elementi come colesterolo e pressione, con un numero di casi sotto controllo dal 6 al 10 per cento superiore rispetto a chi non utilizza una cartella digitale. In Italia la rete diabetologica, diffusa abbastanza capillarmente sul territorio, ha permesso di diffondere in quasi tutti i centri un software unico per la gestione dei pazienti e di creare un database che contiene i dati di oltre 500.000 persone con diabete – osserva Riccardo Fornengo, diabetologo presso la S.S.D. di Diabetologia ASLTO4 di Chivasso e consigliere AMD -. Questa digitalizzazione ha favorito l’elaborazione e la valutazione dei risultati anno su anno con un impatto indubbiamente positivo per una pi efficace ed efficiente gestione della malattia ed evidenti vantaggi, per il paziente e per il medico. Grazie a un accordo fra due aziende, Roche e Meteda, la cartella diabetologica Smart Digital Clinic arriver presto in tutti i centri di diabetologia italiani, cos da valorizzare i dati clinici, ottimizzare i tempi di visita e favorire una miglior gestione dei pazienti.

13 settembre 2018 (modifica il 14 settembre 2018 | 09:46)

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Autore dell'articolo: admin