Di Maio ha detto che solo gli italiani avranno il reddito di cittadinanza


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 (Agf)


 Luigi Di Maio




“Un incontro utile e positivo”. E’ un Matteo Salvini soddisfatto quello uscito dal vertice di maggioranza a Palazzo Chigi sulla manovra, con il premier Giuseppe Conte, il ministro dell’Economia Giovanni Tria e il collega degli Affari europei Paolo Savona.

Un Salvini che ha anche apprezzato la precisazione sul reddito di cittadinanza ai soli italiani fatta dal vicepremier Luigi Di Maio, in questi giorni in missione in Cina, intervenuto a distanza al dibattito, come scrive Repubblica.

Una proposta corretta

Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico ai microfoni di Radio Anch’io ha replicato a Tria, che ieri in audizione al Senato aveva puntualizzato che il reddito di cittadinanza sarebbe stato rivolto anche agli stranieri: “Abbiamo corretto la proposta di legge di anni fa, è singolare che torni in auge” – ha spiegato Di Maio, ricordando che nel 2014 si rivolgeva a tutti ma con i flussi migratori che ci sono in Italia, “è logico – ha detto – che devi restringere la platea ai cittadini italiani. La prima formula era molto vaga, ma è stata corretta nel 2016”.

E della necessità di “individuare una platea chiara” è tornato a parlare in un incontro stampa con i giornalisti italiani a Pechino, come riporta il Corriere. Specificando che il reddito di cittadinanza “lo puoi fare solo su coloro che sai chi sono, da dove arrivano, cioé dall’Italia, e dove stanno”.

Perché non agli stranieri

Per Di Maio, infatti, “pensare di individuare una platea straniera nel reddito di cittadinanza significa inevitabilmente sapere da subito che non puoi prevedere la spesa, perché la spesa la prevedi in base alla platea”. Altrimenti, è il rischio per il vicepremier, “possiamo dire che ci sono tot miliardi per il reddito di cittadinanza e poi ci troviamo scoperti tra sei mesi e dobbiamo fare una manovra correttiva che non serve, e non riusciamo a trovare altri soldi”.

Tornando al vertice a palazzo Chigi, durato circa tre ore, la Lega ha confermato, tra le altre cose, quota 100 sulle pensioni (62+38), la riforma fiscale e che non ci sarà alcun aumento dell’Iva. I tecnici di maggioranza in queste ore sono al lavoro per verificare gli impatti di crescita e spesa sui conti pubblici. E il ministro Tria, hanno assicurato fonti del Carroccio, “ha preso atto della volontà politica della Lega e del Movimento 5 stelle di realizzare formule importanti di cambiamento, dal reddito di cittadinanza per gli italiani alla riforma delle pensioni. Ora c’é l’impegno di tutti ad affinare le proposte e dello stesso ministro Tria a cercare soluzioni”.

L’ottica e’ quella di realizzare la maggior parte delle misure, anche le più costose, con coperture che abbiano un basso impatto sui conti pubblici e comunque senza aumentare le tasse e l’Iva perché “senza crescita non può esserci sviluppo e non si cambia il Paese”, hanno spiegato le stesse fonti.

“Basta coi numerini”

D’altronde, ha suggerito Di Maio parlando ancora da Pechino, “dobbiamo toglierci dalla testa i numerini e pensare ai cittadini. Questo è il primo obiettivo che vogliamo mettere al centro della legge di bilancio”. Altrimenti, ha tagliato corto, “diventeremo un Padoan qualunque”.

A fargli eco a distanza è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, dalla festa di Atreju,: “Stiamo cercando di rispondere a quanto abbiamo promesso agli elettori, e lo faremo in modo responsabile, nell’interesse dell’Italia e degli italiani. A me non interessa né una virgola né un numero, a noi interessa una politica credibile, che faccia crescere questo paese e che quindi convinca in Italia e all’estero che il nostro debito può essere ripagato”.

Altro tema affrontato a palazzo Chigi, quello su sicurezza e immigrazione: “Andiamo avanti spediti con i decreti sicurezza e immigrazione, che saranno approvati lunedi’ in Consiglio dei ministri con il presidente Conte e Di Maio”, ha assicurato Salvini ai giornalisti a vertice concluso, riporta La Stampa. Torna a parlare di reddito di cittadinanza il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, che dalla convention di Forza Italia a Fiuggi dà una stoccata al governo: l’Italia non ha bisogno di misure assistenziali ma di lavoro e occupazione. A partire dal Sud. 

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Autore dell'articolo: admin