Di Maio ha chiesto a Salvini di non ripetere un nuovo caso Diciotti 


jonio migranti salvini di maio 

Agf


Di Maio e Salvini




“Era tutto organizzato”. Nella Lega la linea sulla nave Jonio è univoca: Casarini, il capo missione, ha messo su una operazione politica proprio in concomitanza con il caso Diciotti. “Questo presunto salvataggio di questa nave gestita dai centri sociali era organizzato da giorni”, ha sottolineato Matteo Salvini.

Una tesi prefigurata anche da alcuni ‘report’ fatti pervenire dai Servizi e condivisa dal Movimento 5 stelle che però si è mosso, riferiscono fonti pentastellati, per evitare che si replicasse la vicenda della nave della guardia costiera italiana bloccata per cinque giorni di fronte al porto etneo, con 177 migranti a bordo.

L’obiettivo di Di Maio e – spiegano le stesse fonti – anche del premier Conte che ha monitorato per tutta la giornata la situazione, è che sul tema dell’immigrazione ci sia totale collegialità, da qui il pressing affinché i migranti sbarcassero subito a Lampedusa. In ogni caso fonti governative spiegano che l’esecutivo ha agito nel nome della legalità. Di Maio ha condiviso la decisione del sequestro di “una nave che – ha sottolineato il vicepremier M5s – ha disobbedito alla Guardia costiera libica e ha messo a rischio la vita di 49 persone attraversando il mare fino a Lampedusa. Se le navi delle ong non rispettano le regole bisogna fermarle”, la sua tesi. 

Nuove fibrillazioni tra i pentastellati

Tuttavia la vicenda della nave mare Ionio ha creato ulteriori fibrillazione nell’ala ortodossa dei pentastellati. E se Di Maio ha cercato, sentendo spesso al telefono Salvini, di evitare che ci fossero forzature proprio in concomitanza del voto sulla Diciotti, restano tensioni sotto traccia in M5s. Nugnes e Fattori hanno annunciato che domani voteranno a favore della richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini, altri senatori (tra questi Mantero) non saranno in Aula.

Voteranno contro le accuse del Tribunale di Catania Forza Italia, Fdi e i due esponenti del Maie (italiani all’estero) mentre il Pd ha già fatto sapere che farà le barricate. Domani si sono iscritti in 43 a parlare nell’emiciclo, la maggior parte sono proprio dem. Il voto si terrà in serata – dopo l’intervento di Salvini che ribadirà quanto già scritto nella memoria depositata nella Giunta per le elezioni – e non dovrebbe riservare sorprese.

“C’è – ha sottolineato il premier Conte che sarà presente in Aula – una chiara linea politica in tema di migrazione che questo governo sottoscrive e il responsabile dell’esecutivo sottoscrive per primo”. “Gli iscritti al Movimento hanno detto che il governo ha tutelato un interesse pubblico. Noi voteremo perché in quel caso c’è stato un interesse pubblico”, ha detto anche Di Maio.

Non è detto che i dissidenti poi possano essere espulsi, considerati i numeri di palazzo Madama, ma la linea dei vertici M5s è chiara: “Tutti devono rispettare il voto della base espresso su Rousseau”. Nella maggioranza escludono che i voti di Fi e Fdi possano essere decisivi. “In ogni caso non cambieranno gli equilibri interni”, spiegano dal Movimento 5 stelle.

Tuttavia proprio nelle fila dei pentastellati potrebbero registrarsi diverse assenze ‘strategiche’. A pesare sono anche i contrasti sullo sblocca cantieri, sulla via della Seta e su gli altri dossier sui quali non c’è accordo tra le due forze politiche che hanno contratto il programma di governo. “Salvini – spiega un esponente dell’ala ortodossa M5s – deve abbassare i toni. Domani sarà l’ultima volta che lo copriremo, anche sul tema dell’immigrazione dovrà agire in maniera collegiale”. 

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Autore dell'articolo: admin