“Di Maio e Di Battista responsabili in prima persona nelle aziende dei padri. Io in Etruria no”


L’ex ministra ha ricordato anche che per suo padre c’è stata l’archiviazione.

Maria Elena Boschi contro Di Maio e Di Battista

Maria Elena Boschi è stata ospite di Giovanni Floris a DiMartedì su La7 e ha colto l’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa in relazione al caso di suo padre, Pierluigi Boschi, membro del Cda di Banca Etruria tra il 2011 e il 2014, nei confronti del quale è stata concessa l’archiviazione e quindi non è stato processato. Boschi ha detto:

“Mio padre è stato massacrato più o meno su tutti i social network, anche da alcuni giornali, anche in alcuni talk show, per tre anni e oggi che c’è una archiviazione, quindi nemmeno è stato assolto, non è andato proprio a processo, ma c’è stata l’archiviazione perché non ha fatto niente, non se ne parla, forse qualche trafiletto in fondo ai giornali, mentre nei tre anni precedenti si è fatto un grande clamore”

Boschi ha poi ricordato a Floris, che parlava di conflitto di interessi, che le telecamere hanno seguito suo padre per anni da quando andava a fare la spesa a quando andava in chiesa o a portare fuori il cane e ha aggiunto:

“Nel mio caso, se nemmeno è responsabile mio padre, di certo non c’è per me un problema, ma non solo perché è stato stabilito dall’Antitrust, ma perché si è trattato di informarsi nell’esclusivo interesse del territorio. Dopodiché, nel caso di Di Battista e Di Maio, c’è una differenza, a prescindere dalle responsabilità dei loro genitori: quello che contestiamo noi è la responsabilità di Di Battista e Di Maio in prima persona, perché Di Battista era amministratore della società del padre e Di Maio proprietario della società del padre. A me non interessano i genitori, interessano loro”

Ricordiamo che il padre di Luigi Di Maio, Antonio, imprenditore edile, è stato accusato di aver pagato in nero alcuni lavoratori, mentre Alessandro Di Battista ha con la sua famiglia una azienda che costruisce impianti igienico sanitari (ora si è dimesso dalla sua carica) ed è sotto la lente di ingrandimento per debiti con fornitori e dipendenti per centinaia di migliaia di euro in relazione al bilancio del 2016.




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Autore dell'articolo: admin