Di Maio contro congresso di Verona su famiglia


Bonafede annuncia condanne più dure per chi si macchia di femminicidio e violenza sulle donne.

Il vicepremier Luigi Di Maio questa mattina, su Facebook, ha ringraziato pubblicamente il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede per le nuove norme pensate per inasprire le pene contro chi si macchia di violenza contro le donne e femminicidio. Il capo politico del MoVimento 5 Stelle ne ha approfittato anche per lanciare nuove frecciatine a chi andrà al congresso sulla famiglia di Verona, su cui già nei giorni scorsi si è espresso negativamente. Di Maio oggi ha scritto:

“Oggi il mio grazie, sentito, al ministro Bonafede, per l’introduzione di una serie di misure nel Codice Rosso che puntano a elevare le pene per i reati di violenza sessuale, stalking e maltrattamenti in famiglia. Se tocchi una donna, sconti fino a 12 anni di carcere. Grazie Alfonso, grazie perché questo è un importante passo di civiltà in un momento in cui il Paese ne ha veramente bisogno. Ve lo dico: se qualcuno di voi pensa che la donna debba restarsene a casa a farsi dire quello che deve fare, allora il MoVimento 5 Stelle non è per voi. Io a un convegno come quello di Verona, dove si arriva persino a negare il tema della violenza contro le donne, non ci vado. E non ci andrà nessun parlamentare del MoVimento! Noi abbiamo un’altra idea di mondo. Noi pensiamo che la famiglia sia sacra, ma crediamo anche nelle libertà, nei valori, nel progresso. E vi dirò: questi valori a me li ha insegnati proprio mia madre!”

Tornando a Bonafede, in una intervista pubblicata oggi da Repubblica, ha spiegato che “per stare dalla parte delle donne, non servono le parole, ma i fatti”, uno slogan che di solito usa Matteo Salvini. Il guardasigilli ha spiegato:

“Com’è noto in questi giorni è in discussione in Parlamento il cosiddetto codice rosso, scritto a quattro mani con Giulia Bongiomo. Ma adesso M5S aggiungerà un pacchetto di poche norme che serviranno per dare una prima risposta immediata a questo dramma culturale e sociale. Norme su cui mi auguro si raggiunga l’unanimità. Il codice rosso è un pacchetto di norme blindato e già segna una svolta importante perché la donna che trova il coraggio di denunciare viene presa permane subito dallo Stato, attraverso magistratura e forze dell’ordine. Ma M5S vuole aggiungere un pacchetto, tra cui l’aumento di pena per il reato di violenza sessuale. Anziché 5-10 anni passiamo a 6-12. Altri aumenti sono previsti per i maltrattamenti in famiglia e lo stalking in modo, nei casi gravi, di dare termini più lunghi per le fasi cautelari e quindi proteggere la vittima”

Bonafede ha anche detto di essere al lavoro “sul meccanismo delle attenuanti che rischiano, in questa emergenza sociale, di far rientrare il delitto d’onore, soprattutto dopo sentenze recenti come quello di Bologna o di Genova che hanno concesso attenuanti per “tempeste emotive” o per “delusione” dovute alla gelosia. Il ministro però non vuole commentare le sentenze:

“Da quando sono ministro della Giustizia mi sono imposto di non commentare le sentenze. Il mio ruolo è quello di intervenire sulle leggi affinché nelle aule giudiziarie la risposta dello Stato sia una risposta di vera giustizia”

Anche Bonafede ha espresso il suo parere sul congresso sulla famiglia di Verona:

“Io, in un convegno di quel tipo, non andrei mai, perché considerando alcuni ospiti mi pare che le lancette dell’orologio sulla concezione della donna vengono spostate indietro di qualche secolo. E in un momento come questo invece le istituzioni e gli uomini delle istituzioni devono dare un segnale completamente diverso”

Bonafede non ha voluto commentare né il fatto che Salvini andrà al congresso, né le dichiarazioni del ministro dell’Interno sulla riforma del diritto di famiglia. E sul disegno di legge Pillon ha detto:

“Io so solo che i parlamentari stanno valutando il ddl Pillon. Aggiungo che sulle tematiche di giustizia voi giornalisti avete sempre tentato di vedere una spaccatura che finora non c’è stata. Anzi abbiamo approvato a tempo di record una legge storica come la spazzacorrotti”

E sul caso di Giulia Sarti ha detto:

“M5S ha espresso a Sarti totale solidarietà per la barbarie che sta subendo. Ma su un piano, che non ha nulla a che fare con la barbarie, i probiviri stanno valutando la restituzione degli stipendi”


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Autore dell'articolo: admin