Di Maio a Che Tempo Che Fa. le dichiarazioni del 7 aprile 2019


Luigi Di Maio torna a Che Tempo che fa a un anno dalla sua prima volta. E Fazio non perde tempo.

Torna da Vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio a Che Tempo Che Fa: era stato ospite di Fazio nel maggio del 2018, ci torna nell’aprile 2019, in un momento in cui i rapporti tra le due principali forze di Governo sembrano essere piuttosto tesi su alcuni temi fondamentali.

Fazio mostra subito di non voler perdere tempo e riduce al minimo i convenevoli. Si limita a un “Sono contento che abbia accettato di venire” cui Di Maio, con un sorriso contenuto, replica con un cortese “Sono contento di essere qui”. E si va subito in medias res, con il Vicepremier che non si fa pregare nell’elencare i principali punti di distanza dall’alleato di Governo, la Lega di Matteo Salvini.

Dalle perplessità sugli alleati europei della Lega (“Ma perché si preoccupa ora? Non è nuova la situazione…” ha domandato Fazio) a questioni di casa nostra:

“E’ importante che i cittadini conoscano le preoccupazioni del M5S anche a livello europeo. Credo che più avanzeranno le forze tipo Orban e Le Pen, più ci troveremo in difficoltà, perché non avremo modo di ricollocare i migranti in altri paesi, così come per le politiche di austerity. Quello che è fuori dal programma noi lo arginiamo: anche la flat tax la vogliamo fare, ma non vogliamo aiutare i ricchi, ci vuole gradualità; e i diritti civili non li abbiamo messi nel contratto per non far sì che si torni indietro di venti anni. Sentir parlare a Verona delle donne di un certo modo non vorrei lo sentisse mio figlio”

“E’ strano sentirla parlare così”

replica Fazio

Finché si resta nel contratto lavoriamo benissimo, ma si esce dal contratto non si passa” risponde Di Maio. Il tutto nell’anteprima.

Non manca qualche spunto di Fazio utile a punzecchiare Di Maio sull’alleato di Governo, anche se Di Maio non si lascia pregare (“Salvini dice che bisogna pensare a lavorare? Da quale pulpito…“). Lo pungola sulla querela a Saviano da parte di Salvini: “E’ d’accordo col Presidente Fico che dice che Salvini ha fatto male a querelare Saviano?“.

“Sarebbe stato auspicabile che la questione tra Saviano e Salvini si risolvesse con una telefonata o un chiarimento. Ma se poi uno mi chiama per sei mesi Ministro della Malavita…. Ho capito che è una citazione da Salvemini, ma è querelabile comunque. […] Con Saviano ho avuto discussioni in passato, ma non discuto quello che ha fatto, come raccontare il fenomeno della camorra al popolo”.

Caldo sicuramente il tema della TAV, trattato anche da Salvini in contemporanea da Massimo Giletti: “La Tav alla fine si fa o non si fa?

“A me dispiace che il movimento sia considerato anti-cantieri. Ma rivendico che quando analizziamo i dossier controlliamo che i soldi degli italiani siano spesi bene. Siamo stati responsabili perché abbiamo fatto in modo di non perdere i finanziamenti europei, mentre Conte discute con Macron e Juncker. E’ un processo bilaterale con due Paesi in trattati bilaterali. Il fatto che Macron e Juncker siano d’accordo non vuol dire che non se ne possa discutere”

Con l’intervista ancora ‘calda’ a Macron, la domanda sui gilet gialli non poteva mancare: “Incontrerebbe ancora i gilet gialli?”

“No. Mi aveva interessato il fatto che stessero facendo una lista per le Europee. Sono andato a incontrarli per capire quale fosse il loro programma. Ma poi dopo anche grazie a uno scoop di un giornalista italiano ho scoperto che avevano anche idee eversive e ne ho preso le distanze”.

Un’intervista densissima, cui aspettiamo repliche.

 


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Autore dell'articolo: admin