Dentro quelle vite mediorientali «appese a un filo»



Resta poco alla collettività della Siria, dello Yemen, dell’Iraq, oltre alla memoria fotografica di giornalisti e videomaker. Volti, città, dettagli di luoghi distrutti che solo l’immagine impressa può preservare dal tempo e dalla distruzione umana. «Parlai delle mie diapositive a due fotografi milanesi. Portai loro una valigia piena: lì dentro c’erano i miei anni da reporter in Medio Oriente. Ne scelsero 125, che poi feci stampare su carta cotone». FARIAN SABAHI racconta così la nascita della mostra – inaugurata ieri … Continua


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