Deficit 2,4% | manovra 2019 | Chi paga il conto


Il commissario UE all’Italia: “pacta sunt servanda”. Tajani: “è una manovra contro il popolo”

Pierre Moscovici

Sul deficit al 2,4% messo nero su bianco nella Nota di aggiornamento del Def (Documento di economia e finanza) il commissario Ue agli Affari economici Pierre Moscovici attacca: “Il provvedimento è fuori dai paletti Ue, ma allo stato attuale non c’è interesse ad aprire una crisi con il governo italiano o a far partire una procedura che porti a sanzioni”.

Il ministro dell’Economia Giovanni Tria avrebbe voluto un deficit sotto il 2%, tra l’1,6% e l’1,9%, ma ha alla fine è passata la linea del cambiamento come sottolineato da Luigi Di Maio e dai ministri 5 Stelle che ieri sera hanno festeggiato con i militanti dopo l’aggiornamento del Def, base contabile di quella che è stata definita la manovra del popolo. Moscovici stamattina ha spiegato che “ogni euro in più di debito, è un euro in meno ai servizi”. “Pacta sunt servanda, le regole vanno rispettate” ha detto il commissario Ue che ha poi aggiunto: “queste regole non sono stupide: se il debito sale creiamo una situazione instabile”.

Il commissario Ue ha ricordato che: “ci sono delle procedure: il 15 ottobre il bilancio italiano arriva nel mio ufficio, e in quel momento i miei servizi lo valuteranno. Poi abbiamo diverse risposte: la prima, diamo l’ok; la seconda, cominciamo uno scambio con il Governo e gli diciamo che non va, che bisogna fare delle correzioni, che bisogna rispettare le regole; terza risposta, diciamo che non va per niente bene e respingiamo questo bilancio. È una possibilità che esiste nei nostri testi, e che non si è mai verificata finora”.

Sulla manovra è intervenuto oggi anche Antonio Tajani vice presidente di Forza Italia e presidente del parlamento europeo secondo cui quella del governo Conte non è affatto la manovra del popolo ma “contro il popolo”. Per Tajani si tratta di “una finanziaria che impoverisce il Nord senza aiutare il Sud, con molto assistenzialismo e pochi investimenti per la crescita. Danneggia il risparmio, fa aumentare il costo del mutui e dei prestiti a famiglie e imprese”. A pagare il conto in sostanza, anche secondo Tajani, sarebbero gli italiani.




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Autore dell'articolo: admin