Def, annunci roboanti ma Tria ammette: “Servono risorse notevoli”


Giovanni Tria attacco personale spazzatura

Il Def scopre le carte: il governo è nudo. Al di là degli annunci roboanti dei due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini sul Documento di economia e finanza (che rispetta gli obiettivi dell’esecutivo, le regole Ue e non farà aumentare l’Iva), la realtà di cifre e previsioni messa nero su bianco nel documento approvato in Cdm due giorni fa racconta un’altra storia.

Il governo è in affanno tra congiuntura europea ed internazionale avversa e una politica di bilancio “espansiva” che però non ha impedito al paese di scivolare nella recessione tecnica e di evitare la crescita zero, per un Pil a +0,1% tendenziale nel 2019.

Il ministro dell’Economia nell’introdurre il Def precisa che “il profilo delineato per l’indebitamento netto richiederà l’individuazione di coperture di notevole entità” visti anche gli “oneri necessari al rifinanziamento delle cosiddette politiche invariate (missioni di pace, pubblico impiego, investimenti)”.

Fermo restando che “la legislazione fiscale è per ora confermata in attesa di definire misure alternative di copertura e di riforma fiscale nei prossimi mesi, in preparazione della Legge di Bilancio 2020”.

Tradotto: anche l’aumento dell’Iva che per Di Maio “non esiste” non è affatto escluso, visto le clausole di salvaguardia monstre utilizzate al governo nell’ultima manovra di bilancio.

La legislazione vigente in materia fiscale prevede infatti l’aumento dell’Iva per 23, miliardi nel 2020 e per 28 mld l’anno successivo. In questo quadro di finanza pubblica anche la flat tax per i ceti medi promessa da Salvini si scontra con la realtà dei numeri e subisce giocoforza una netta frenata.

Anche perché solo per fa scendere deficit e debito risaliti quest’anno e non aumentare l’Iva bisognerebbe trovare almeno 30 miliardi. Compito arduo, come ricorda nella prefazione del Def il titolare dei conti pubblici.


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Autore dell'articolo: admin