Decreto Genova, cosa prevede il testo


Il decreto Genova approvato in Consiglio dei Ministri sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale nelle prossime ore.

Ponte Morandi a Genova

Il decreto Genova varato lo scorso 13 settembre dal governo di Giuseppe Conte sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale tra domani e sabato 22 settembre e solo a partire dalla sua pubblicazione scatteranno i 10 giorni di tempo per la nomina del commissario straordinario.

Il testo definitivo non è stato ancora diffuso al pubblico, ma oggi è trapelata una bozza che non dovrebbe essere troppo diversa da quella in arrivo sulla Gazzetta Ufficiale. Da lì emerge che il commissario straordinario opererà “in deroga ad ogni disposizione di legge, fatto salvo il rispetto dei vincoli non derogabili derivanti dall’appartenenza all’Unione Europea“.

Avrà pressoché carta bianca per quanto riguarda la demolizione dei resti del ponte, la rimozione e lo smaltimento delle macerie, ma anche per quanto riguarda la progettazione della nuova struttura e l’affidamento dei lavori di ricostruzione e il ripristino del “connesso sistema viario di collegamento“.

Sarà sempre il Commissario Straordinario a ordinare il pagamento dei lavori ad Autostrade per l’Italia. La società avrà 30 giorni di tempo per mettere a disposizione del Commissario “le somme necessarie al predetto ripristino ed alle altre attività connesse, nell’importo provvisoriamente determinato dal Commissario medesimo“.

Il decreto prevede anche quale sarà la procedura nel caso in cui Autostrade per l’Italia non rispetterà i termini dell’accordo:

In caso di omesso versamento nel termine, il Commissario straordinario può individuare, omessa ogni formalità non essenziale alla valutazione delle manifestazioni di disponibilità comunque pervenute, un soggetto pubblico o privato che anticipi le somme necessarie alla integrale realizzazione delle opere, a fronte della cessione pro solvendo della pertinente quota dei crediti dello Stato nei confronti del concessionario, potendo remunerare tale anticipazione ad un tasso annuo non superiore a quello di riferimento della Banca Centrale Europea maggiorato di tre punti percentuali.

Il testo, almeno in questa sua versione, non si limita ad affrontare la ricostruzione del ponte, ma prevede anche tutta una serie di iniziative collaterali per aiutare la città di Genova, a cominciare dai 22 milioni di euro che saranno messi a disposizione della Regione per potenziare il trasporto pubblico regione e locale per il 2019 e altri 20 milioni di euro per rinnovare il parco mezzi.

Non solo. Il decreto istituirà una zona franca urbana finalizzata al sostegno delle imprese che sono state danneggiate dal crollo del ponte e darà la possibilità alla Regione, alla Città Metropolitana di Genova e al Comune di Genova, così come agli enti e alle società pubbliche coinvolte nella ricostruzione la possibilità di assumere complessivamente fino a 250 persone nel 2018 e nel 2019.




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Autore dell'articolo: admin