Debito pubblico, nuovo record | Investitori esteri scappano dai BTP


Il report di Bankitalia. Ieri l’allarme della Commissione Ue sull’alto debito pubblico italiano che allontana gli investimenti

Il debito pubblico italiano aumenta a luglio di 18,4 miliardi di euro rispetto al mese precedente, attestandosi a 2.341,7 miliardi, nuovo record. La crescita del debito pubblico, spiega Bankitalia, è da imputare all’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (di 31,6 miliardi, a quota 80 miliardi) che ha bilanciato l’avanzo di cassa delle amministrazioni pubbliche (pari a 15,1 miliardi). Gli altri fattori di aumento del debito pubblico sono dovuti a scarti e premi all’emissione e al rimborso, alla rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e alla variazione dei tassi di cambio, il tutto per un totale di 1,9 miliardi.

In questo quadro Bankitalia segnala che non si arresta la fuga degli investitori stranieri dai titoli di Stato italiani. Ieri il commissario Ue agli Affari economici Moscovici aveva ricordato che l’alto debito pubblico italiano spaventa i mercati e allontana gli investimenti mentre il presidente della Bce Mario Draghi aveva messo in guardia sul rischio spread e sull’aumento dei tassi, invitando i membri del governo a pesare le parole in tema di vincoli di bilancio Ue.

La fuga dai titoli di Stato Italiani

Ma a quanto ammonta il calo degli investitori esteri in Btp? Secondo Bankitalia, a giugno i soggetti esteri detentori di titoli di stato italiani sono calati a 664 milioni dai 698 del mese precedente, dopo che già a maggio si era registrata una diminuzione sul mese di aprile. In proposito c’è da dire comunque che una parte dei Btp detenuti dai non residenti in realtà sono di proprietà di soggetti italiani che investono tramite fondi o gestioni con sede fuori dai confini domestici.

Aumentano le entrate tributarie

Sempre Bankitalia spiega poi che le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono aumentate nel mese di luglio del 4,8% sullo stesso mese dell’anno precedente per attestarsi a quota 49,4 miliardi. Nei primi sette mesi del 2018 le entrate tributarie hanno raggiunto i 236,5 miliardi di euro, aumentando dell’1,4% su base tendenziale. Fatte salve alcune disomogeneità contabili i tecnici di Palazzo Koch spiegano che la dinamica delle entrate potrebbe essere stata ancora più favorevole.




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Autore dell'articolo: admin