Dati sanitari e startup Così l’assistenza è smart  


L’immagine della scatola cranica si sgrana in dissolvenza. Attraverso un foro praticato nella parete temporale destra, mi affaccio e tutto intorno a me compare un reticolo di vasi sanguigni. Sono dentro un cervello. Anzi, dentro il cervello di un uomo con un tumore, un meningioma, alla base del cranio. Eccolo. Una montagnetta verde aggrappata ai vasi come una pianta infestante. Posso girarci attorno, toccarla. Una meraviglia, se non fosse che   letale. Come ho fatto? Grazie a un visore e ad un  programma di realt virtuale sviluppata da una delle 60 startup che partecipano alla quinta edizione di MEDinISRAEL Conference.

Una vocazione all’innovazione nata 30 anni fa Ce n’ davvero per tutti i gusti: dalle imprese innovative che sviluppano sistemi di comunicazione attraverso i movimenti degli occhi per pazienti  con sindrome “locked in”(sono  coscienti  e svegli, ma non possono muoversi oppure comunicare a causa della completa paralisi di tutti i muscoli volontari del corpo), alla startup che utilizza l’analisi del microbiota per costruire una dieta alimentare su misura via app. Quella dispiegata nella hall dell’Avenue Convention Center di Tel Aviv  soltanto una piccola pattuglia delle startup israeliane nel campo delle bioscienze. Alla fine degli anni ’90, Israele ospitava pi di 200 aziende. Con una crescita costante nell’ultimo decennio (circa 80 nuove societ all’anno), oggi  le aziende attive sono diventate 1.500, di cui 450 dedicate nel settore della salute digitale, capaci di generare un flusso di  esportazioni pari a  8,5 miliardi di dollari l’anno. Su questa sponda del Mediterraneo non una novit:l’industria israeliana della salute digitale ha le sue radici in una lunga storia di utilizzo di tecnologie di comunicazione innovative per migliorare l’erogazione dell’assistenza sanitaria, con oltre 30 anni di esperienza nell’implementazione di soluzioni di Information Technology in campo sanitario, cartella clinica elettronica e analisi dei Big Data. 

Il database  della popolazione
Israele riconosciuta in tutto il mondo come leader nel campo delle tecnologie mediche. Non so chi sia stato il visionario che pi di 20 anni fa ha deciso di creare la cartella clinica elettronica. Ma cos si riusciti a produrre sistemi informativi integrati  che costituiscono oggi un’infrastruttura per iniziative e ricerche pionieristiche, mettendo Israele in prima linea nell’innovazione globale in medicina e salute,  spiega Moshe Bar Siman Tov, direttore generale del Ministero della Salute mentre , senza fare una piega, mostra sullo smartphone come funziona la piattaforma digitale integrata dell’assicurazione a cui iscritto (l’assistenza sanitaria in Israele universale e la partecipazione a un piano di assicurazione medica obbligatoria) con il suo profilo sanitario.  Cinque anni fa abbiamo scoperto di avere  una miniera d’oro: tutti questi dati rappresentano  il secondo data base sanitario al mondo e il terzo in ordine di grandezza.  Il sistema consente al Ministero della Salute di utilizzare le informazioni generate in Israele al fine di promuovere le tecnologie israeliane. Il governo di Israele ha deciso un programma nazionale per promuovere l’industria della salute digitale e stiamo lavorando su un gran numero di progetti di conseguenza. Nel marzo del 2018, sono stati stanziati circa 1 miliardo di  shekel (pari a 245 milioni di euro)  per l’ampio piano che comprende lo sviluppo tecnologico, la cooperazione internazionale, gli sforzi accademici e industriali concentrati e le modifiche normative per incoraggiare la ricerca di dati per lo sviluppo delle industrie digitali della salute di domani.

La Startup Nation
Non un caso che Israele sia riconosciuta come Startup Nation e Tel Avivi come la Startup City. Significa un Paese orientato al supporto delle startup  – puntualizza  il professor Sergio Pillon, specialista in Angiologia Medica, master universitario di II livello in eHealth,  che fa parte della delegazione italiana a Tel Aviv – .  Certo possono fallire, ma questo non deve significare il fallimento dei pi intraprendenti. Il governo le segue, le indirizza e crea quasi un “rete di protezione” quando  il successo non arriva. Il secondo tema chiave il mercato, spesso internazionale, dove difficile arrivare ed eventi come MEDinISRAEL danno grandi opportunit di contatto con il mercato. Poi c’ il finanziamento ed il supporto al recupero dei crediti soprattutto sul piano internazionale qui molto forte. Il tutto non per singole startup o per progetti ma per macrogruppi. Il governo individua settori strategici per il paese e crea un ecosistema di tutoring, finanziamento ed accesso al mercato per quella macroarea. Esiste addirittura anche una innovation authority. Ho apprezzato moltissimo il senso pratico delle start up israeliane – aggiunge il dottor Alberto Eugenio Tozzi, direttore Innovazione e Percorsi Clinici dell’ospedale  Pediatrico Bambin Ges di Roma – . Da noi tutto il contrario.

La situazione in Italia
Da noi non si riesce a sapere con precisione neppure quante siano le startup nel campo della sanit digitale. L’unico database pubblico disponibile quello di Assobiomedica  nel settore dei dispositivi medici che ne censisce 324 (al 4 aprile 2018). L’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanit  del Politecnico di Milano ha spostato la sua analisi a livello mondiale e attraverso il motore di ricerca Crunchbase (al 30 giugno 2018)  ne ha contate 1.580 di cui 616 dedicate al tema dell’eHealth (111 di queste  in Europa). Secondo il Global Digital Health Funding Report di StartUp Health Insights 2018, nel 2017 le startup del’eHealth hanno ricevuto finanziamenti per 11,5 miliardi di dollari.

27 marzo 2019 (modifica il 27 marzo 2019 | 08:42)

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