Cuore, la biopsia salvavita contro la miocardite fulminante


Nei giovani la miocardite fulminante pu essere letale. Una biopsia cardiaca pu essere fondamentale per riuscire a individuare la patologia tempestivamente e trattarla adeguatamente. quello che riferisce uno studio coordinato dal Cardiocenter dell’Ospedale Niguarda di Milano sulla miocardite fulminante appena pubblicato su JACC (Journal of the American College of Cardiology) una delle pi prestigiose riviste americane di cardiologia.
Abbiamo analizzato un elevato numero di casi per capire il rischio di morte o la necessit di trapianto cardiaco che comporta questa infiammazione acuta del cuore — spiega Enrico Ammirati di Cardiologia 2, unit operativa dell’Ospedale Niguarda diretta da Maria Frigerio —. Chi ne soffre presenta in genere un’instabilit emodinamica e una compromissione delle condizioni generali (pressione bassa e malessere). Su 165 pazienti colpiti da questo tipo di miocardite acuta con evidenza di infiltrato infiammatorio alla biopsia, quasi il 30% morto entro 60 giorni dall’ospedalizzazione oppure ha dovuto subire un trapianto.

Pazienti ad alto rischio

Questa patologia colpisce soprattutto persone giovani, l’et media 40 anni, con una prevalenza tra le donne del 40%. Lo studio ha dimostrato che con la biopsia possibile individuare la patologia e affrontare le forme pi gravi. Infatti l’esame istologico pu rivelare le miocarditi gigantocellulari rispetto a forme relativamente meno gravi come quelle linfocitarie, consente quindi di inserire il paziente nel sottogruppo ad altissimo rischio, per trattarlo adeguatamente continua il responsabile della ricerca. Il Cardiocenter Niguarda ha iniziato lo studio nel 2017 raccogliendo casi dall’anno 2000. Negli ultimi 10 anni la sopravvivenza registrata in questi pazienti non mai aumentata.

I sintomi

La miocardite acuta pu presentarsi con dolore toracico simile a quello dell’infarto miocardico, o con una mancanza improvvisa di fiato. Di solito colpisce soggetti giovani (persino bambini) e pu essere preceduta nei giorni precedenti all’insorgenza del dolore da sintomi simil-influenzali o febbre. Per fortuna nella maggioranza dei casi non si arriva a una compromissione emodinamica e hanno un andamento benigno risolvendosi nel giro di alcuni giorni. In ogni caso, di fronte a questi sintomi bene fare degli accertamenti.

18 luglio 2019 (modifica il 18 luglio 2019 | 16:23)

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Autore dell'articolo: admin