Cucchi, processo per depistaggio | Le parti civili


Ilaria Cucchi

In una mossa che ha sorpreso tutti, oggi il Ministero della Difesa e l’Arma dei Carabinieri, insieme ovviamente alla famiglia di Stefano Cucchi, hanno chiesto di potersi costituire parte civile nel procedimento che si svolgerà nei prossimi mesi a carico di 8 carabinieri accusati di aver depistato le indagini sulla morte del geometra romano avvenuta nel reparto penitenziario del Pertini di Roma, a una settimana dal suo arresto, il 22 ottobre del 2009.

Le istanze sono state presentate oggi nel corso dell’udienza preliminare. A rappresentare l’Arma dei Carabinieri ci sarà il comandante generale Giovanni Nistri, che in passato si era scagliato in modo diretto contro i carabinieri coinvolti nella vicenda ed aveva promesso giustizia alla famiglia Cucchi senza “guardare in faccia nessuno“.

Tra gli altri che hanno chiesto di potersi costituire parte civile ci sono anche anche l’appuntato Riccardo Casamassima, il carabiniere che nel 2016 fece riaprire il caso grazie alle sue rivelazioni, i tre agenti della polizia penitenziaria condannati come autori materiali del pestaggio e successivamente assolti in via definitiva, così come la onlus Cittadinanzattiva e il Sindacato dei Militari.

Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano che non ha mai smesso di lottare per far emergere la verità, ha dichiarato:

Il fatto che l’Arma abbia chiesto di costituirsi parte civile, nel procedimento che vede coinvolti otto carabinieri per i depistaggi sul caso della morte di mio fratello, è una fatto senza precedenti. La dedico a tutti coloro che continuano ad insinuare che la famiglia Cucchi è contro l’Arma e viceversa. Questo è un momento di riavvicinamento tra cittadini e istituzioni.

Dopo la presentazione delle domande, il gip Antonella Minunni ha aggiornato l’udienza preliminare al 17 e 18 giugno prossimità e si è riservata di esprimersi in quell’occasione.


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Autore dell'articolo: admin