Croce e Delizia di Simone Godano, la recensione di Blogo


Due padri di famiglia perdutamente innamorati devono annunciare la loro relazione ai rispettivi figli. Tra risate, scontri e attesi chiarimenti.

Due anni dopo il divertente Moglie e Marito, il romano Simone Godano torna al cinema con una commedia decisamente più ambiziosa, Croce e Delizia, perché legata all’attualità, all’accettazione di quegli ‘altri’ che nell’Italia di oggi si faticano a sopportare, ad abbracciare, ad includere.

Nuovamente sceneggiata da Giulia Steigerwalt, l’opera seconda di Godano guarda alla famiglia moderna attraverso le lenti arcobaleno dell’amore LGBT, cavalcando inoltre l’immancabile scontro sociale (alla Ferie d’Agosto di Paolo Virzì) e generazionale, tra padri e figli. Un rischio non da poco all’interno di una sceneggiatura quasi interamente ambientata in una splendida villa di Gaeta, a picco sul mare, in piena estate. Proprietari sono i Castelvecchio, famiglia dalla mentalità aperta ma narcisista e disunita. Tony, ex donnaiolo ed ex mercante d’arte, ha perdutamente perso la testa per Carlo, pescivendolo di Nettuno. Ed è qui che subentrano i Petagna, ruspanti e sboccati popolani costretti a trascorrere le vacanze insieme agli eccentrici vicini perché i capifamiglia hanno deciso di gettare la maschera, dichiarare il loro amore e annunciare l’imminente unione civile. Pubblicamente gay in età adulta. Peccato che i figli di Tony e Carlo, ovvero l’irrequieta Penelope e l’omofobo Sandro, non siano propriamente d’accordo. Tanto da voler ‘boicottare’ le nozze.

E’ una commedia cinica, che prova a fuggire dal solito insostenibile buonismo della cinematografia nazionale, quella diretta da Godano. Non a caso tutti i protagonisti, tolto il positivo Carlo, sono ‘negativi’, tra rancori mai sopiti e puro narcisismo, ignoranza e odio nei confronti del ‘diverso’. Lo scontro totale che porterà le due famiglie ad un passo dall’implosione suscita ilarità, genuina grazie alla coattaggine dei Petagna e all’esibita snobberia dei Castelvecchio. Il cliché, elemento sempre particolarmente pericoloso quando si vanno a trattare tematiche LGBT all’interno della cinematografia nazionale, viene qui cavalcato ma con intelligenza, grazie anche ad uno splendido Fabrizio Bentivoglio, perfettamente calatosi negli abiti dell’estroso Tony. Al suo fianco un Alessandro Gassmann che raramente eccede, tanto da giocare di sottrazione, in grado di dare al proprio Carlo quella bontà d’animo che di fatto farà da collante ai due universi famigliari, così spaventosamente diversi.

L’omofobia, esibita e urlata dal rozzo Filippo Scicchitano, viene qui depotenziata, per non dire ridicolizzata, attraverso la disarmante semplicità dell’amore, che non conosce differenze di genere. L’amore tra due uomini, che hanno abbattuto muri e preconcetti perché semplicemente travolti dal sentimento, ma anche l’amore di due padri per i rispettivi figli e l’amore tra Jasmine Trinca, impeccabile nel rendere credibile una ragazza disturbata, interrotta e mai maturata perché segnata da un’infanzia complicata in quanto figlia abbandonata, e un uomo così sfacciatamente distante, il pacato Alessandro Gassmann, futuro sposo di quel padre tanto odiato e al tempo stesso amato.

La forza di Croce e Delizia sta nel non forzare la mano ai suoi personaggi, umanizzati dal regista e dalla sceneggiatrice, che di fatto sono chiamati ad accettare gli altri per quello che sono. ‘Se ti fa schifo che bacio un uomo, sono problemi tuoi!‘, sbraita Gassman al figlio Scicchitano, che proprio non riesce a motivare quella relazione, tanto inattesa quanto dirompente. L’odio nei confronti del ‘diverso’ continua ad esistere, persino tra i pescatori che guardano basiti ad un loro bacio in alto mare, ma ai due padri innamorati poco importa, perché stanno bene insieme, si sono casualmente trovati e completati. Cast impeccabile anche nei ruoli minori, vedi una serafica Lunetta Savino e una ritrovata Anna Galiena, all’interno di una commedia corale dai giusti tempi comici e dall’evoluzione sapientemente bilanciata. Tutt’altro che secondario lo sguardo dei più piccoli, talmente innocenti da non vedere alcun problema in due uomini che si amano, perché privi di sovrastrutture e filtri. ‘Se te piace‘, sentenzia con serenità il secondogenito di Gassman nel commentare la storia d’amore con Bentivoglio, lasciando galleggiare quell’amarissima realtà che vede i più grandi, e l’odierna società tutta, in prima fila nel deviare, deformare, limitare le menti delle generazioni future, accecandole con il pregiudizio.

Voto di Federico
7

Croce e Delizia (commedia, Italia, 2019) di Simone Godano; con Alessandro Gassmann, Jasmine Trinca, Fabrizio Bentivoglio, Filippo Scicchitano, Lunetta Savino, Anna Galiena, Rosa Diletta Rossi, Clara Ponsot, Giandomenico Cupaiuolo – uscita giovedì 28 febbraio 2019.




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