«Creed II», il tempo dell’eroe operaio



Sylvester Stallone ha sempre saputo cosa faceva. E perché. Anche quando magari i risultati non erano all’altezza delle sue aspettative di regista e interprete. All’altezza di Rocky IV, il capitolo più fustigato della saga, l’attore e regista era considerato alla stregua di un megafono reaganiano. Lui, invece, guardava già avanti. Perché dietro al guantone a stelle e strisce che si scontra come un meteorite nello spazio profondo della guerra fredda con quello della falce e martello, c’era un cineasta che … Continua


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