“Così non si può andare avanti”


“Oggi il Consiglio dei Ministri non ci sarà”

Oggi il Presidente del Consiglio ha incontrato al Quirinale il Presidente Sergio Mattarella. Non si tratta di una convocazione ufficiale, ma sicuramente il Presidente della Repubblica ha voluto incontrare Giuseppe Conte per parlare dei temi d’attualità nell’agenda politica che stanno dividendo il Governo, su tutti il criticatissimo Decreto Sicurezza Bis, già censurato anche dalle Nazioni Unite.

Il Premier sta vivendo probabilmente il momento più delicato della sua esperienza di Governo. Giancarlo Giorgetti nei giorni scorsi l’ha definito “di parte”, costringendolo a reagire con fermezza in difesa del proprio ruolo.

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio oggi ha risposto in conferenza stampa alle domande dei giornalisti stranieri, ed anche in questa occasione ha ribadito pubblicamente le difficoltà che il Governo sta vivendo: “La mia riflessione – dice Giorgetti – è che se c’è un governo del cambiamento deve farlo e non vivere di stallo, deve fare le cose. Faccio questa riflessione dopo settimane in cui il governo ha avuto problemi. Non accuso nessuno, tanto meno il Premier, ma così non si può andare avanti, senza affiatamento. Questo affiatamento va ritrovato, sennò non si va avanti“.

Capisco – sottolinea ancora – che uno straniero faccia fatica a capire la politica italiana: vorremmo politica più normale, con senso di responsabilità. In questo, anche se sembra paradossale, vorremmo una politica più europea, più tedesca“.

Alla base dei dissidi, comunque, non ci sarebbe una questione personale: “Sono dispostissimo a fare un passo indietro, se me lo chiedono e se non ritengono utile la mia posizione. Quanto al governo la stabilità è importante ma no all’immobilismo. La campagna elettorale mi ha fatto vedere un Paese vitale, dobbiamo esserne all’altezza“.

Le elezioni europee rappresenteranno un test per le forze di Governo e Giorgetti l’ha ribadito, tra le righe, anche oggi. Le decisioni sul futuro di questo Esecutivo, però, verranno prese tenendo conto dei dati elettorali, senza ricorrere a rimpasti: “Di rimpasti, di queste cose da Prima Repubblica non ci interessa niente. Parlo per la Lega e credo anche per i Cinque Stelle. Poi invece bisogna riflettere su errori: se c’è collaborazione bene, se partono ripicche e vendette, allora non si fa nulla, lo dico per l’interesse del Paese“.


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Autore dell'articolo: admin