Così i tre probiviri dovranno decidere sui dissidenti del M5s​


Così i tre probiviri dovranno decidere sui dissidenti del M5s​



L’avvio dell’istruttoria su Gregorio De Falco, Paola Nugnes, Elena Fattori, Matteo Mantero e Virginia La Mura è stato annunciato dal capogruppo a Palazzo Madama, Stefano Patuanelli. E il giudizio sui 5 senatori pentastellati che sono usciti dall’Aula al momento di votare la fiducia sul decreto sicurezza è probabilmente la questione più delicata finita finora sul tavolo del Collegio dei Provibiri del M5s, chiamato a decidere se infliggere o no loro sanzioni che potrebbero arrivare fino all’espulsione. “Si tratta di un comportamento particolarmente grave visto che si trattava di un voto di fiducia al governo”, ha sottolineato Patuanelli. 

Il collegio è uno dei sei organismi previsti dallo Statuto del Movimento ed è composto di tre membri, in carica per quattro anni, che vengono scelti tramite la piattaforma Rousseau su una rosa di almeno cinque nomi, scelti dal Garante, che “si siano distinti per imparzialità, saggezza e rettitudine morale”. Quello attualmente in carica è stato eletto il 25 novembre 2016, mentre stava infuriando la polemica sui 14 indagati a Palermo e Bologna per presunte irregolarità nella raccolta firme a sostegno del partito. Fanno parte al momento del Collegio la senatrice Nunzia Catalfo, la deputata Paola Carinelli (compagna di vita del senatore Vito Crimi) e il consigliere regionale veneto Jacopo Berti, subentrato lo scorso settembre a Riccardo Fraccaro, diventato nel frattempo ministro per i Rapporti con il Parlamento. Il ruolo di proboviro è infatti incompatibile con gli incarichi di governo. Il Collegio, si legge nello Statuto, “vigila sul rispetto dei doveri degli iscritti ed a tal fine irroga le sanzioni disciplinari” nei confronti degli iscritti. 

Quando si può essere sanzionati?

Oltre che – come tutti gli altri iscritti – per violazione dello Statuto e del Codice Etico o delle regole e procedure per l’iscrizione, i membri del M5s eletti a una carica pubblica possono subire sanzioni in caso di: 

  • violazione delle regole e procedure per la presentazione e selezione delle candidature
  • promozione, organizzazione o partecipazione a cordate o gruppi riservati di iscritti
  • compimento di atti diretti ad alterare il regolare svolgimento delle procedure per la selezione dei candidati
  • violazione degli obblighi assunti all’atto di accettazione della candidatura
  • mancata cooperazione e coordinamento con gli altri iscritti, anche all’interno delle assemblee elettive, per la realizzazione delle iniziative e dei programmi del “MoVimento 5 Stelle”.

Il comportamento dei cinque senatori “frondisti” sembra sia compreso in quest’ultima fattispecie. 

In un articolo successivo vengono elencati altri comportamenti che “possono determinare l’adozione di provvedimenti sanzionatori”. Essi sono:

  • mancanze che abbiano provocato o rischiato di provocare una lesione all’immagine od una perdita di consensi per il MoVimento 5 Stelle, od ostacolato la sua azione politica
  • gravi violazioni degli impegni assunti all’atto di accettazione della candidatura
  • il rilascio di dichiarazioni pubbliche relative al procedimento disciplinare+

Ulteriori “gravi violazioni” che possono costare l’espulsione sono:

  • reiterate ed ingiustificate assenze dai lavori dell’assemblea elettiva di riferimento e del Gruppo
  • mancato rispetto delle decisioni assunte dall’assemblea degli iscritti con le votazioni in rete, nonché le decisioni assunte dagli altri organi del MoVimento 5 Stelle
  • mancata contribuzione economica alle attività del MoVimento 5 Stelle
  • comportamenti suscettibili di pregiudicare l’immagine o l’azione politica del MoVimento 5 Stelle o di avvantaggiare altri partiti
  • comportamenti connotati da slealtà e scorrettezza nei confronti degli altri iscritti e portavoce
  •  adesione ad altro Gruppo parlamentare e/o consiliare e/o al Gruppo misto. 

Come funziona il procedimento?

Le sanzioni disciplinari applicabili sono il richiamo, la sospensione e l’espulsione. Il Collegio decide in autonomia l’avvio di un procedimento disciplinare, a fronte di una denuncia che può essere deposta da qualsiasi iscritto. Una volta ricevuta la notifica via mail, “il soggetto sottoposto a procedimento disciplinare ha facoltà di far pervenire memorie scritte ed eventuale documentazione a sostegno delle proprie ragioni entro il termine perentorio di 10 giorni”.

Entro 90 giorni, il Collegio dei Probiviri può quindi procedere con la richiesta di ulteriori chiarimenti, con l’archiviazione del procedimento disciplinare o con l’irrogazione delle sanzioni. In quest’ultimo caso, l’iscritto “indagato” può appellarsi entro cinque giorni al Comitato di Garanzia, che ha a sua volta 10 giorni per esprimersi. Il Garante può, infine, scegliere di sottoporre la questione al voto online. È questa una strada che può tornare utile qualora il procedimento riguardi un esponente di alto profilo. Per questo viene ritenuto plausibile che, in caso di sentenza di condanna, decidere il destino di Virginia Raggi potrebbe toccare agli iscritti.

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Autore dell'articolo: admin