Cos’è l’operazione Sophia e cosa vuole cambiare il governo Conte


Il governo Conte spinge per la rotazione dei porti. Il ministro dell’Interno Salvini: “valuteremo se proseguire la missione”

cos'è sophia cosa vuole cambiare governo conte

Sulla proposta italiana di cambiare le regole della missione Sophia sulla gestione dei flussi migratori in seno all’Ue, non c’è intesa tra i leader europei. “Non c’è ancora accordo sulla proposta italiana” di modifica delle regole d’ingaggio della missione, ha commentato amareggiata il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta dopo il vertice di Vienna sull’immigrazione con i suoi omologhi europei. “Mi sento delusa perché ho visto che l’Europa non c’è, ma resto fiduciosa. Ho trovato porte aperte, ma anche chiuse. Crediamo che qualcosa possa cambiare nell’incontro di venerdì”.

L’Italia è eventualmente pronta a uscire dall’operazione Sophia? “Tutti condividono l’importanza dell’operazione Sophia, e noi siamo i primi, è chiaro che dovremo fare le nostre considerazioni, e ogni decisione sarà presa col governo ed il premier Giuseppe Conte” ha replicato Trenta.

Sulla questione era intervenuto anche il vicepremier e ministro degli Interni Matteo Salvini che da Venezia aveva detto: “Abbiamo chiesto la rotazione dei porti di sbarco delle navi della missione Sophia, perché non è possibile che tutti i migranti soccorsi vengano da noi come sottoscritto dal Governo Renzi che ci ha lasciato con questa eredità pesante. Se dall’Europa arriverà l’ennesimo no dovremo valutare se continuare a spendere soldi per una missione che sulla carta è internazionale ma poi gli oneri ricadono solo su un Paese”.  

Auspica invece il raggiungimento di un’intesa l’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue Federica Mogherini che spera “in un risultato concreto nelle prossime settimane. Non è e non sarà un esercizio facile, ma è un dovere, perché in questi anni abbiamo provato che l’Ue può fare la differenza nel Mediterraneo”.

Cos’è l’operazione Sophia

La missione o operazione Sophia, altrimenti nota come missione EuNavFor Med, dal 2015 si pone come obiettivo quello di “adottare misure sistematiche per individuare, fermare e mettere fuori uso imbarcazioni e mezzi usati o sospettati di essere usati dai trafficanti di esseri umani” ma sempre “nel pieno rispetto del diritto internazionale”. Alla missione partecipano 26 paesi Ue, 6 navi di cui una italiana (la San Giorgio) e sei elicotteri. Anche il comando della missione Sophia è italiano, con sede a Roma, e il mandato dell’operazione scade a fine 2018.

Sophia non nasce quindi con il fine di eseguire salvataggi in mare ma l’attività di soccorso “pur non rientrando nel mandato assegnato alla missione, è un obbligo ineludibile per il diritto internazionale, in adempimento al quale la missione EuNavFor Med si è prestata attivamente, prevedendo il soccorso anche nelle procedure operative” come chiarito dal Ministero della Difesa.




Link Ufficiale: http://www.blogo.it/rss

Autore dell'articolo: admin