Cosa succede quando si viene colpiti con un Taser


Cosa succede quando si viene colpiti con un Taser

Paul Zinken / DPA
 


 Un Taser impugnato da un poliziotto tedesco. La sperimentazione è in corso anche a Berlino




La scena è questa: un uomo, in evidente stato di agitazione, sta brandendo un coltello con il quale minaccia di colpire qualcuno. Chi, non importa: può essere un familiare che ha cercato di farlo stare calmo, il cliente di un negozio o l’agente di polizia che lo sta affrontando in strada. L’agente estrae un Taser e lo mostra. Non lo impugna: lo fa solo vedere perché le regole di ingaggio su questo sono chiare.

Ma l’uomo è fuori di sé e non vuole saperne di darsi una calmata. A questo punto l’agente impugna il Taser, esattamente come farebbe con una Beretta o una Glock, perché per il Dipartimento di Pubblica Sicurezza, la pistola elettrica è, a tutti gli effetti, una ‘arma propria’. Ma nemmeno ora il giallo violento del Taser, che lo fa apparire a metà tra il giocattolo e l’attrezzo da officina, l’esagitato si calma. Anzi: si avventa, coltello in pugno. E’ a questo punto che l’agente è autorizzato a premere il grilletto.

Il lungo viaggio dall’Arizona al Viminale

Prima di vedere cosa succede quando qualcuno aziona un Taser, bisogna fare un passo indietro e ricostruire come è arrivato nelle mani delle forze dell’ordine italiane. Dal 5 settembre la pistola elettrica, prodotta dalla Axon di Scottsdale, in Arizona, è in sperimentazione in 12 città: Milano, Torino, Genova, Padova, Reggio Emilia, Bologna, Firenze, Caserta, Napoli, Brindisi, Catania e Palermo. Quello scelto per il nostro Paese è il modello X2: ne sono stati presi 32, che vengono utilizzati a turno da 70 operatori agenti. Fino a dicembre la sperimentazione sarà gratuita e potrebbe essere seguita da un ulteriore periodo di prova di tre mesi. Dopo si deciderà se dotare stabilmente le forze di polizia di Taser e di conseguenza se mettere a bando la fornitura. Negli Stati Uniti, dove anche un privato cittadino può acquistarlo, costa intorno ai 1.300 dollari (poco più di 1.100 euro).

Cosa succede quando si viene colpiti con un Taser

Taser 

Fuori gioco per 5 secondi

Torniamo al nostro agente che impugna l’arma cercando di tenere a bada il soggetto, che evidentemente non vuole saperne di arrendersi. Cosa succede quando preme il grilletto?  Partono due dardi collegati a fili conduttori che trasmettono una scarica  di 63 microcoulomb di elettricità per 5 secondi. I muscoli della persona colpita si ‘inchiodano’. E’ lucido, è in grado di capire cosa gli viene detto, ma non può muoversi. Il tempo dovrebbe essere sufficiente per atterrarlo e ammanettarlo. La distanza consigliata per un tiro efficace è dai 3 ai 7 metri. 

Agi ha intervistato Loris Angeloni, il country manager di Axon, che con il vice presidente per le comunicazione Steve Tuttle, il direttore commerciale Italia Maurizio Moroni e il direttore generale Emea e Regno Unito Matt Spencer ha partecipato al Palacongressi di Riccione alla  37esima edizione delle ‘giornate di polizia locale e Sicurezza urbane’.

In Italia si sperimenta ora, ma la strada per arrivarci non è stata semplice…

Il processo è partito diversi anni fa, c’è stato un lungo percorso di studio sul dispositivo, anche in termini balistici e solo adesso si è arrivati alla sperimentazione sul campo: un percorso molto lungo, come correttamente deve essere quando ci sono questi tipi di cambiamenti. Vogliamo fornire un dispositivo, un arma meno che letale, che vada a colmare uno dei gap che tutte le forze di polizia si sono trovate ad affrontare, e che è già stato colmato con il nostro dispositivo in tutti i Paesi d’Europa: quello tra la forza fisica a mano nuda e l’arma da fuoco. Uno strumento che sia efficace, che permetta di lavorare a distanza sicura, e che non abbia effetti collaterali per la persona.

E’ certo che il Taser non faccia male? Un recente report della Reuters va contro questa assunzione di principio

Ci sono quasi 800 studi indipendenti fatti sul dispositivo, anche in Italia, prima di arrivare alla sperimentazione sul campo. L’Istituto superiore di sanità ha condotto studi sugli effetti su pacemaker e quant’altro e non ci sono correlazioni dirette tra l’utilizzo del taser ed eventuali decessi: ci possono essere, come in qualsiasi caso di utilizzo della forza da parte di un agente di polizia, delle situazioni indirette che portano a un decesso. Faccio un esempio: sono su un cornicione al quinto piano di un palazzo, viene utilizzata un’arma incapacitante, è chiaro che io non ho la possibilità di controllare la mia caduta. Sono tutte situazioni legate a cause indirette e non dirette dell’uso del taser: bisogna ricordarsi che viene utilizzato in situazioni critiche, di azione molto veloce, e nella maggior parte dei casi si vuole evitare che la persona che viene colpita possa fare del male a se stessa o agli altri o all’agente di polizia.

Quindi Axon non ha mai dovuto risarcire vittime di Taser?

Axon non è mai stata coinvolta in questioni di risarcimento. Siamo stati ovviamente coinvolti in cause in 25 anni di storia, ma non siamo mai arrivati al risarcimento perché non è il dispositivo in sé che può fare male ad un individuo, ma è l’utilizzo che ne viene fatto. Quindi nel momento in cui le regole di ingaggio sono chiare e la formazione è stata fatta, si presume che questo non sia una ‘colpa’ del dispositivo, ma che sia un suo eventuale errato utilizzo. Lo studio Wake Forest finanziato dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, che ha analizzato 1.201 casi di utilizzo dei Taser da parte di sei diverse agenzie di pubblica sicurezza nell’arco di 3 anni, ha evidenziato che il 99,75% delle persone colpite non ha riportato ferite o ha riportato solo delle leggere abrasioni. Lo studio ha preso in considerazione diversi stati di influenza da alcol e droghe, età e razza, dimostrando che quest dispositivi sono il più sicuro uso della forza intermedia a disposizione della polizia.

Ci sono soggetti più a rischio?

Il nostro è uno strumento che va ad aggiungersi a quella che è la dotazione dell’agente di polizia: l’agente avrà un addestramento tale per cui in ogni determinata situazione, riuscirà a decidere qual è lo strumento corretto da utilizzare: quindi noi non pretendiamo – come Axon – di offrire uno strumento che possa risolvere tutte le casistiche che ci si trova davanti. Diciamo che se una persona ha dei problemi, per esempio un tossicodipendente in evidente stato di alterazione o una persona che ha disagi psicomotori, sta all’agente di polizia valutare se utilizzare o meno il taser, tenendo conto che l’intervento potrebbe avere delle complicazioni. Qualsiasi forza di Polizia, con la quale ho discusso in questi miei anni di esperienza, come primo approccio cerca di di parlare con la persona e di capire qual è veramente la situazione che si ha davanti. Poi sta all’agente decidere, tra gli strumenti che ha disposizione, qual è quello corretto per quella determinata situazione, a seconda di quanto critica è la situazione, e quindi valutare i pro e i contro di ogni singola azione. Sebbene dagli studi recenti non emergano evidenze di rischio sostanziale di aritmia cardiaca a seguito dell’uso di un dispositivo a conduzione elettrica, Axon consiglia agli agenti di evitare di colpire direttamente il torace, quando possibile. Allo stesso modo, è consigliabile evitare scariche prolungate superiori a 15 secondi

Ha provato l’arma su se stesso?

Sì. Diciamo che come azienda abbiamo la possibilità negli Stati Uniti di richiedere una esposizione volontaria. Firmiamo un modulo e ci facciamo sparare con il taser. Dal nostro punto di vista, visto che noi crediamo alla mission dell’azienda, è importante sapere  qual è l’effetto vero del dispositivo .

Come lo descriverebbe?

Un crampo: una situazione strana in cui non si riesce a muoversi pur non avendo nessuna particolare costrizione fisica:  è sicuramente una situazione particolare. Si è assolutamente lucidi, si capiscono i comandi che vengono detti, è solo l’impossibilità di muoversi.

Passato questo momento?

Finiti i 5 secondi, c’è un secondo di rilassamento,  dopodiché si è come prima, non c’è alcun effetto collaterale. Quello che può cambiare, a seconda della situazione del soggetto che viene colpito, è la reazione successiva ai 5 secondi: quei 5 secondi sono la finestra di opportunità che l’operatore di polizia deve utilizzare per mettere in sicurezza la persona che viene attinta. Dopo i 5 secondi, la persona si può alzare, può correre, può continuare a fare quello che stava facendo prima. Quindi se ha un arma in mano, in quei 5 secondi bisogna intervenire.

In azienda c’è chi l’ha provata più volte?

Assolutamente sì, in azienda ci sono persone che lavorano da 25 anni quindi sicuramente hanno richiesto più volte di avere l’esposizione volontaria a diversi dispositivi.

Cosa succede quando si viene colpiti con un Taser

 Poliziotto americano testa un Taser, immagine di archivio

Alcuni dati

  • Il Taser trasmette meno di un ampere di corrente (tra 2.1 e 3.9 milliampere) – inferiore alla corrente presente in una normale lampadina dell’albero di Natale e molto meno dei 15 ampere in una presa a muro da 110 volt.
  • ne sono stati vendute oltre un milione alle forze dell’ordine di 107 paesi
  • I Taser vengono impiegati più di 900 volte al giorno in tutto il mondo.

 

 

 

 

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