Cosa succede all’Ungheria dopo la bocciatura dell’Europarlamento 


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FREDERICK FLORIN / AFP
 


 La relatrice del provvedimento contro l’Ungheria all’Europarlamento, Judith Sargentini




È la prima volta che il Parlamento europeo invita il Consiglio dell’UE ad agire contro uno Stato membro per prevenire una minaccia sistemica ai valori fondanti dell’Unione. Questi valori, sanciti dall’articolo 2 del Trattato UE e ripresi nella Carta dei diritti fondamentali dell’UE, comprendono il rispetto per la democrazia, l’uguaglianza, lo Stato di diritto e i diritti umani.

I deputati europei chiedono ai paesi dell’UE di avviare la procedura prevista all’articolo 7, paragrafo 1 del trattato UE, sottolineando che, nonostante la disponibilità delle autorità ungheresi a discutere la legalità delle misure approvate, “la situazione non è stata affrontata e permangono molte preoccupazioni”.

Questa è la fase preventiva della procedura, che prevede un dialogo con il Paese interessato e “mira a evitare eventuali sanzioni”. La decisione è stata approvata con 448 voti favorevoli, 197 contrari e 48 astensioni quando era necessaria una maggioranza dei due terzi sui voti espressi e un minimo di 376 voti a favore.

Cosa preoccupa il Parlamento? 

All’Ungheria Strasburgo cointesta:

1) il funzionamento del sistema costituzionale e del sistema elettorale;

2) l’indipendenza della magistratura e di altre istituzioni e i diritti dei giudici;

3) la corruzione e i conflitti di interesse;

4) la tutela della vita privata e la protezione dei dati;

5) la libertà di espressione;

6) la libertà accademica;

7) la libertà di religione;

8) la libertà di associazione;

9) il diritto alla parità di trattamento;

10) i diritti delle persone appartenenti a minoranze, compresi i rom e gli ebrei, e la protezione dalle dichiarazioni di odio contro tali minoranze;

11) i diritti fondamentali dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati;

12) i diritti economici e sociali.

Cosa succede ora

La proposta di decisione del Consiglio, approvata oggi, sarà trasmessa agli Stati membri dell’UE. Questi possono, deliberando a maggioranza di quattro quinti, determinare l’esistenza di un chiaro rischio di grave violazione dei valori dell’UE in Ungheria. Il Consiglio dovrebbe prima ascoltare le opinioni delle autorità ungheresi. Ogni eventuale decisione deve ricevere il consenso del Parlamento. Gli Stati membri possono anche decidere di rivolgere raccomandazioni all’Ungheria affinché affronti la situazione di rischio.

In una fase successiva, il Consiglio europeo (Capi di stato o di governo) può determinare, all’unanimità e con l’approvazione finale del Parlamento, l’esistenza in Ungheria di una grave e persistente violazione (e non più rischio) dello Stato di diritto, della democrazia e dei diritti fondamentali. Ciò potrebbe infine portare a sanzioni, come la sospensione del diritto di voto in seno al Consiglio dei Ministri.

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Autore dell'articolo: admin