Cosa spinge un 16enne a sparare a un coetaneo e a buttarlo in un pozzo


Sedicenne ucciso lite droga


Un piccolo debito, un giro di spaccio tra adolescenti, un ragazzo spaventato e una pistola. Elementi che, messi insieme, hanno innescato la tragedia che ha portato un sedicenne all’obitorio e un altro in carcere. Ci sono volute poche ore per ricostruire movete e dinamica della morte di Giuseppe Balboni, ucciso da un amico coetaneo che ha confessato di aver utilizzato la pistola del padre.

Il corpo senza vita del ragazzo, originario di Zocca, nel Modenese, era stato trovato la mattina del 25 settembre in fondo a un pozzo artigianale profondo tre metri a Tiola di Castello di Serravalle (Bologna) ricavato nel cortile della villetta a due piani in cui abita il presunto omicida. Proprio qui, stando alla ricostruzione dei carabinieri, i due giovani si erano dati appuntamento per un chiarimento dovuto a screzi passati. Il ragazzo fermato, probabilmente per paura del confronto, aveva con sé la pistola del padre con cui, al culmine della discussione, ha ucciso l’amico. 

Il padre sarà denunciato per omessa custodia di armi, ma al figlio ​il pm Alessandra Serra ha deciso di contestare l’aggravante dei futili motivi e l’occultamento di cadavere.

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