Cosa sappiamo sulla strage di studenti in Crimea 


Cosa sappiamo sulla strage di studenti in Crimea 

 (Afp/Sputnik)


 Una donna piange una delle vittime della strage del college tecnico di Kerch, città portuale della Crimea




Strage di adolescenti in un college a Kerch, in Crimea: uno studente di 18 anni ha ucciso 19 persone e ne ha ferite almeno 35, 8 delle quali in modo gravissimo, facendo esplodere una bomba e sparando all’impazzata con un fucile, prima di togliersi la vita. La penisola, la cui annessione alla Russia scatenò il conflitto nelle regioni separatiste ucraine e la crisi politica tra Mosca e l’Occidente, è piombata nell’incubo terrorismo. Le autorità russe hanno prima parlato di attentato causato dall’esplosione di una bomba, ma poi hanno repentinamente cambiato versione, in meno di un’ora e mezzo, comunicando che il caso non più considerato un atto terroristico, mentre è stata aperta una indagine per strage.

Nel suo sito web, il college scrive che accetta studenti negli ultimi tre anni di scuola, a partire dai 14 anni. Secondo quanto riferito dagli investigatori ai media locali, l’ordigno, di fabbricazione rudimentale, è stato fatto esplodere dall’aggressore nella mensa dell’istituto, ma non ha causato vittime. Sui cadaveri, in gran parte di adolescenti, sono stati riscontrati solo segni di colpi d’arma da fuoco, nessuno quindi attribuibile all’esplosione. (Dove si trova la Crimea, Tpi)

Ma a insinuare dubbi sono testimonianze che parlano di “ragazzi senza braccia e senza gambe”. L’autore della strage è stato identificato come Vladislav Roslyakov, 18 anni. Da qualche giorno il giovane aveva ottenuto il porto d’armi da caccia. Una telecamera di sorveglianza ha catturato una sua immagine, in cui appare armato. Due testimoni hanno riferito ai media locali che l’esplosione è stata preceduta e seguita da una serie di spari, circostanza inizialmente smentita dal governo locale. Sul posto sono stati inviati artificieri, mentre da Mosca il ministro della Difesa, Serghei Shoigu, ha dato ordine di inviare forze di sicurezza russe per aiutare i feriti. (La Repubblica)

“Correvamo tutti nel corridoio, c’erano ragazzi che urlavano dicendo che un tizio con una mitragliatrice sparava su chiunque avesse intorno, poi c’è stata una forte esplosione, ma grazie a Dio ero già uscito dall’edificio e ho visto altri ragazzi essere scaraventati fuori dall’onda d’urto”, ha raccontato uno studente, aggiungendo che “una parte dell’edificio è crollata”. Un altro testimone, che aveva la maglietta sporca di sangue, ha riferito di aver sentito “un botto e colpi” e ha assicurato di aver visto “persone senza gambe e senza braccia”.

In un commento televisivo da Sochi, il presidente Vladimir Putin ha parlato di “tragico evento”.  (Il Giornale)

“È già chiaro – ha aggiunto – che questo è un crimine, il cui motivo sarà valutato con attenzione”. Poco prima di un mese dall’inizio dei Mondiali in Russia, Putin, nello stile che lo contraddistingue, aveva inaugurato un ponte che oggi collega la Crimea alla Russia evitando l’Ucraina, a rimarcare che Mosca non ha nessuna intenzione di rinunciare alla riannessione della penisola. Il governo locale ha annunciato tre giorni di lutto nazionale “per questa terribile tragedia”.

 Da Mosca dove partecipa all’Assemblea generale di Confindustria Russia, il vicepremier, Matteo salvini, ha espresso “cordoglio, anche come padre e non solo come ministro, per le vittime della follia umana”. Dopo la strage l’Ucraina ha rafforzato la sicurezza al confine con la Crimea. (Il Messaggero

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