Cosa sappiamo finora dell’attacco kamikaze al ministero degli Esteri in Libia 


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 (Afp)


 L’edificio del ministero colpito da un kamikaze a Tripoli, Libia 




Un diplomatico libico è morto in un attacco kamikaze contro l’edificio del ministro degli Esteri, a Tripoli, in cui rimaste ferite altre 10 persone. Nell’attentato hanno perso la vita anche due attentatori, uno che si è fatto esplodere e l’altro ucciso dalle forze di sicurezza. In una dichiarazione, il ministero degli Esteri ha denunciato un “attacco suicida” da parte di “elementi terroristici”, elogiando nel contempo la “professionalita'” dei servizi di sicurezza che “hanno limitato il numero delle vittime”.

L’assalto è avvenuto intorno alle 10 (ora locale, le 9 in Italia) quando un’autobomba è esplosa all’esterno dell’edificio che si trova su Al Shat Road, a un chilometro dall’ambasciata italiana a Tripoli. Secondo quanto riferito dal portavoce delle forze speciali, Tarak al Dawass che accusa l’Isis, un attentatore è quindi entrato nell’edificio dove si è fatto esplodere al secondo piano. Un secondo assalitore è morto nel complesso del ministero dopo l’esplosione di una valigia che stava trasportando, mentre il terzo, che era disarmato e “indossava solo un giubbotto antiproiettile”, è stato ucciso dalle forze di sicurezza esterne.

Il ministero fa capo al governo di unita’ nazionale libico di Fayez al-Serraj, il premier che appena domenica scorsa aveva ricevuto a Tripoli il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

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