Cosa sappiamo dell’aggressione denunciata dalla parlamentare Mara Lapia del M5s


Cosa sappiamo dell'aggressione denunciata dalla parlamentare Mara Lapia del M5s

 (Agf)


 Mara Lapia, M5s




È al vaglio della Squadra mobile di Nuoro l’episodio accaduto venerdì sera alla deputata M5S Mara Lapia, 42 anni, avvocata e e criminologa, finita al pronto soccorso dell’ospedale San Francesco di Nuoro con una frattura costale e contusioni dopo essere stata aggredita nel parcheggio del supermercato Lidl di via don Bosco. La questura mantiene il più stretto riserbo sulle indagini. La vittima, tornata a casa con una prognosi di 30 giorni di cure, all’Unione Sarda ha raccontato di aver identificato il suo aggressore, un uomo sui 35 anni, dalle foto segnaletiche mostratele in questura.

Secondo il suo racconto, il diverbio con l’uomo è cominciato alla cassa. La deputata riferisce di essersi arrabbiata con la cassiera che, nella fretta, ha rovesciato delle bottiglie di coca cola: “Sono esplose macchiandomi gli abiti”, spiega Lapia all’Unione Sarda. “Mi sono arrabbiata, lo ammetto, ho redarguito la ragazza, ero completamente sporca”. A quel punto è intervenuto l’uomo, che l’ha aggredita verbalmente: “Ha cominciato a deridermi. ‘La signora si è rovinata il vestitino di marca? Sei una maleducata’. Gli ho chiesto di stare zitto, che avrei chiamato la polizia. Ma lui ha continuato, penso mi abbia riconosciuto”.

La scena davanti a persone che non sono intervenute

La scena è avvenuta davanti a diverse persone, “ma nessuno faceva niente, anzi c’era perfino chi osservava e sghignazzava”, ha riferito Lapia che ha finito per chiamare il 113. L’uomo è uscito nel parcheggio e la deputata l’ha inseguito, intimandogli di attendere l’arrivo della polizia. “Volevo fotografare la targa della sua macchina”, ha aggiunto la deputata che, però, non ne ha avuto il tempo. L’uomo le ha strappato il telefonino e ha cominciato a picchiarla, sino a farle perdere i sensi. Nel frattempo sono arrivate una pattuglia e l’ambulanza. “C’erano testimoni, alcuni sostenevano che ho finto, che mi sono inventata tutto”, ha raccontato Lapia al quotidiano sardo. “Soltanto una giovane mi ha difeso, ha spiegato alle forze dell’ordine cosa è accaduto”.

Un audio Whatsapp dà una versione diversa

Nel pomeriggio però spunta un’altra versione dei fatti. Mette in dubbio la versione della deputata Lapia un audio di quasi tre minuti diffuso su whatsapp da una donna che dice di aver assistito al litigio al supermercato. “Ero alla Lidl in cassa, una signora litigava con un signore e la mamma anziana di questo signore”, riferisce la donna nel file audio, in cui spiega di non aver riconosciuto subito la deputata. “Tutto il supermercato assisteva. Non sapevo per cosa stessero litigando. La signora, che poi molto dopo ho scoperto essere Mara Lapia, gli intimava di lasciare i documenti”. Il file circola anche sul web ed è oggetto di vivaci polemiche sui social.

“Lei non sa chi sono io, lasci i documenti, ho chiamato la questura”, avrebbe detto Lapia all’uomo con cui stava discutendo, secondo la testimone che era presente alla cassa. “Sono andata avanti con la mia spesa, ho pagato. Ce l’avevo accanto e lei è uscita un paio di minuti dopo di me inseguendo il signore. Sono uscita anch’io, mi sono fermata a parlare con una ragazza di colore che sta fuori dal supermercato col suo bambino”.

“Ho continuato ad assistere alla scena: lei, che litigava col signore e con la sua mamma anziana, e la riprendeva sempre col telefonino. Il signore arrabbiatissimo le diceva un sacco di cose”, afferma la testimone. “La signora anziana si e’ avvicinata e le ha toccato la spalla come per dirle ‘Smettila, ora hai rotto le scatole’. Ma la donna si è buttata a terra”.

La testimone dice di essersi avvicinata, temendo che la donna fosse svenuta. “Il mio istinto da crocerossina è stato piu’ forte. Le ho chiesto ‘Signora che succede, sta male?’. E lei mi ha risposto: ‘No mi hanno aggredita, non ha visto che mi hanno spinto?’. Io mi sono detta, ‘Questa e’ matta’. Le dicevo, signora, ma di cosa sta parlando, chi l’ha aggredita? Io ho visto tutto, non l’ha aggredita nessuno. In quel momento e’ arrivata la polizia, che lei aveva chiamato”.

Mentre Lapia raccontava alla polizia la sua versione, la testimone ha deciso di intervenire. “Avrei potuto farmi gli affari miei, ma non me li sono fatti mi sono avvicinata e ho detto ai poliziotti: “Non e’ vero niente quello che sta dicendo, non so perche’ sta facendo questa scenata. Era solo un diverbio fra queste persone”. “Ho passato la mattinata coi poliziotti che mi chiamavano di continuo”, ha concluso la testimone. “So già che mi chiameranno nei prossimi giorni”. 

La dura replica della deputata del M5s

 La deputata però replica e pubblica su Fb il referto medico che le è stato rilasciato all’ospedale San Francesco di Nuoro dopo l’aggressione che la parlamentare ha denunciato sabato scorso. “Il referto medico parla chiaro con una prognosi di 30 giorni ed un ‘trauma del torace con infrazione della VI costa sinistra da riferita aggressione'”, precisa Lapia, che parla di “gravi menzogne” contro di lei, dopo la diffusione del file audio in cui una donna mette in dubbio la sua versione dei fatti. “L’esame radiologico, poi, parla di ‘infrazione traumatica della VI costa sinistra’.  “La violenza su qualsiasi persona è un atto aberrante e chi la sminuisce per squallidi giochi politici compie una doppia forma di violenza”, accusa Lapia. “Grazie a tutti quelli che mi stanno mostrando la loro vicinanza e solidarietà”. 

La polizia procede per lesioni, acquisito l’audio Whatsapp

La polizia intanto procede per lesioni nei confronti dell’uomo accusato dalla deputata M5S Mara Lapia di averla aggredita sabato nel parcheggio del supermercato Lidl a Nuoro. La denuncia è stata formalizzata oggi la trasmissione degli atti alla procura.

La Squadra mobile ha ascoltato i testimoni prima di passare al vaglio le immagini della videosorveglianza per ricostruire l’episodio su cui è emersa una versione contrastante rispetto a quella fornita dalla parlamentare, che era riuscita a scattare una foto della targa dell’auto dell’uomo. È stato acquisito anche il file audio, diffuso su whatsapp e poi sui social, in cui una donna che dice di aver assistito al fatto sostiene che l’aggressione non ci sia stata.

 

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Autore dell'articolo: admin