Cosa sappiamo della morte di Desirée nel degrado di Roma


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Drogata, stuprata da più persone e poi morta, probabilmente di overdose. Non emergono grossi dubbi a seguito dell’autopsia circa quello che ha dovuto subire Desirée, la sedicenne di Cisterna di Latina ritrovata cadavere in uno stabile disabitato di Via dei Lucani, quartiere San Lorenzo di Roma.

Le fasi del dramma

La ragazza si era allontanata da casa dicendo che sarebbe andata a dormire da un’amica, ma quando si sono perse le tracce, non essendo cosa solita, i familiari hanno immediatamente lanciato l’allarme. Poi il ritrovamento, come racconta il Messaggero: “Quella sera ad avvertire i soccorsi una persona da una cabina telefonica. “Sbrigatevi c’è una ragazza che sta male”, ha urlato dall’altra parte della cornetta la voce di un uomo al 112, “Sta morendo”. Poi, la tragedia nella tragedia. Quando i soccorsi sono arrivati sul posto si sono trovati davanti una struttura abbandonata (utilizzata da persone senza fissa dimora) e un grosso cancello chiuso da catene e lucchetti. Dopo pochi minuti, al numero unico per le emergenze è arrivata una seconda telefonata, sempre da una cabina telefonica, sempre la stessa voce: “Correte, non c’è tempo”.

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Non riuscendo ad entrare il personale del 118 ha avvertito i vigili del fuoco. Una volta dentro però, non c’era più nulla da fare: Desirée era già morta. Ora è il momento delle indagini, di capire come sia stato possibile che un fatto così grave sia avvenuto in pieno centro della capitale, in uno dei quartieri più vivi e vivaci della città, dove restare isolati è assai difficile.

I molti testimoni, molte versioni

Sono numerosi i testimoni che si stanno presentando spontaneamente alle autorità per dare il loro contributo; si tenta di ricostruire i fatti di quella notte grazie anche all’acquisizione dei video di diverse telecamere di sorveglianza. Ma un testimone su tutti si è fatto vivo, prima davanti alle telecamere del programma televisivo Storie Italiane e poi con le forze dell’ordine, per raccontare cosa, a quanto racconta, ha visto con i propri occhi. Un ragazzo senegalese, come scrive Repubblica, ha raccontato di aver assistito alla tragedia, almeno nelle sue fasi finali. “Io c’ero. L’hanno drogata e stuprata” ha raccontato “Sono arrivato lì tra mezzanotte o mezzanotte e mezza, sono entrato e c’era una ragazza che urlava. Ho guardato quella che urlava e c’era un’altra ragazza su un materasso: le avevano messo una coperta fino alla testa, ma si vedeva la testa. Non lo so se respirava, ma sembrava già morta, perché l’altra ragazza urlava e diceva che era morta”.

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Quella notte, quindi, in quell’edificio in cui “c’erano africani e arabi: un po’ di gente, sette persone o sei”, accanto a Desirée ci sarebbe stata anche un’altra ragazza che, stando alla testimonianza del senegalese, “era italiana: penso pure fosse romana, parlava romano”. la ragazza “urlava che l’avevano violentata, poi lei ha anche preso qualche droga, perché lì si vende la droga. È stata drogata perché aveva sedici anni. Da quello che diceva lei sono stati tre sicuramente o quattro”.

Quindi anche un’altra ragazza potrebbe essere stata vittima, ma anche testimone dell’accaduto e fonti non confermate dicono che si potrebbe trattare della cugina di Desirée. Come prosegue il Messaggero: “C’è poi un altro testimone, sempre straniero, che è andato spontaneamente a raccontare di averla vista fuori l’edificio quella sera, sulla strada. Un’altra testimone racconta che forse le avevano rubato lo smartphone o il tablet e che Desirée era andata lì per riprenderselo.

Tra i racconti della gente c’è anche chi dice che “qualcuno ha trovato all’interno della struttura un cellulare sporco di sangue e lo ha portato agli investigatori”.

San Lorenzo non ci sta

Molte voci, alcune discordati, confuse, ma non è sorprendente che in molti si siano fatti avanti per dare una mano a ricostruire cosa è successo. San Lorenzo è un quartiere centrale, estremamente vivace, dove è difficile restare isolati, sono quindi numerosi i testimoni che si stanno presentando spontaneamente per dare il proprio contributo. Un quartiere che ora pretende a gran voce che sia fatta chiarezza. E lo dimostra pitturando di bianco il cancello di quell’ex deposito abbandonato di Via Lucani e dipingendo, in rosso, “Giustizia per Desirée: San Lorenzo non ti dimentica”.

Sulla questione è intervenuto anche il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, intervistato in diretta su Rtl 102,5 “Avete visto la ragazzina di 16 anni uccisa in quel covo a San Lorenzo? Io oggi ci vado, è in centro a Roma: non possono esserci buchi neri. Vado e voglio vedere“.

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