Cosa prevede la nuova legge sui seggiolini anti-abbandono per le auto


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Gli esperti la chiamano amnesia dissociativa. Un vuoto di memoria, causato il più delle volte dalla stress o dalla fretta, che negli ultimi anni ha colpito tanti genitori e causato l’abbandono involontario e inconsapevole in auto di molti bambini. Tragedie da oggi evitabili grazie a una legge approvata in via definitiva dal Senato. Dal primo luglio del 2019 le auto che trasportano bambini di età inferiore ai 4 anni dovranno essere equipaggiate con un dispositivo elettronico che segnala la presenza dei passeggeri più piccoli.

Il provvedimento si compone di quattro articoli e modifica l’articolo 172 del Codice della strada. In particolare inserisce tra le fattispecie sanzionate per il mancato uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per i bambini, anche l’assenza di un congegno di allarme. La violazione dell’obbligo sarà punita con una sanzione amministrativa da 81 a 326 euro e in caso di recidiva nell’arco di un biennio è prevista la sanzione accessoria della sospensione della patente da 15 giorni a due mesi.

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Le nuove regole

La legge demanda la definizione delle caratteristiche tecnico-costruttive e funzionali del sistema di allarme a un decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che dovrà essere varato entro sessanta giorni, e prevede che l’obbligo di installazione dello strumento si applichi dopo centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del decreto e “comunque a decorrere dal 1 luglio 2019”. Prevista anche la realizzazione di una campagna informativa (che sarà curata dal ministero delle Infrastrutture e del ministero della Salute) sul nuovo obbligo, sulle corrette modalità di utilizzo dei dispositivi e sui rischi derivanti dall’amnesia dissociativa. La campagna sarà finanziata con 80 mila euro annui per il triennio 2019-2021.

Un altro articolo prevede infine che con appositi provvedimenti normativi possano essere previste agevolazioni fiscali, limitate nel tempo, nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato per agevolare l’acquisto dei nuovi apparati.

Portare il figlio piccolo al nido, poi andare di corsa al lavoro, parcheggiare, chiudere l’auto e tuffarsi nella routine quotidiana. Solo che c’è stato un piccolo, orribile buco nero: il bimbo non è stato portato a scuola, è ancora in auto, legato al seggiolino. Il dramma dei bambini dimenticati in macchina, spesso con esiti mortali come l’ultimo caso, a maggio nel Pisano, non è certo attribuibile a mancanza di amore o trascuratezza: chi vive un’esperienza così atroce parla di un vero e proprio black-out, da cui ci si riprende solo al momento dell’agghiacciante scoperta.

Gli esperti lo definiscono amnesia dissociativa: una sorta di vuoto di memoria transitorio che porta a una sconnessione delle funzioni della coscienza dalla memoria; un’amnesia temporanea che porta a dimenticare totalmente un pezzo di esistenza, di vita e di tempo per un dato lasso temporale. Generalmente può essere scatenato da momenti di intenso stress, traumi o situazioni di particolare tensione e stanchezza fisica e mentale. L’amnesia dissociativa, avvisano gli esperti, può infatti capitare a chiunque ed è bene conoscerne caratteristiche, sintomi e possibili strategie preventive per evitare di arrivare a livelli ingestibili di stress.

L’amnesia dissociativa

I numeri, seppur parziali, parlano chiaro: si stima che nel mondo in 20 anni siano stati almeno 600 i bambini chiusi in auto e morti per colpo di calore. Lo sa bene Andrea Albanese, che ha perso così il figlio di due anni ed ha aperto la pagina Facebook ‘Mai più morti come Luca’, battendosi per varare una legge sugli allarmi collegati ai seggiolini: dei sensori appositi sarebbero infatti in grado di rilevare la presenza del piccolo sul seggiolone una volta spento il motore della macchina, e fare scattare un immediato allarme in grado di avvisare il genitore. Lui fu assolto da una perizia che lo definì “completamente incapace d’intendere e di volere per il verificarsi di una transitoria amnesia dissociativa”.

Ma come si arriva al punto di dimenticarsi il proprio figlio in macchina? I segnali sono svariati: intenso stress, stanchezza fisica e mentale, difficoltà a concentrarsi e a ricordare le cose, difficoltà a dormire, irritabilità, tendenza ad “agire in automatico”. Se ci si sente così, è bene consultare un medico. E intanto prendere dei piccoli accorgimenti che potrebbero fare la differenza: parlare con il bimbo durante il tragitto, per esempio, per tenere sempre a mente quando si sta con lui e quando lo si è salutato. Chiamare il coniuge, o il nonno, o chiunque sia deputato a portare il bambino a scuola, per ricordarsi a vicenda del bimbo. Lasciare qualche oggetto indispensabile (un portafoglio, le chiavi) vicino al seggiolino. E guardare sempre l’auto prima di allontanarsi. 

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Autore dell'articolo: admin