Cosa ha reso Milano la città più vivibile d’Italia


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 (Afp)


 Milano, centro città




Un’economia vivace, attenta alla cultura, la qualità dei servizi, la riprogettazione delle aree urbane, ma anche i servizi, la digitalizzazione e la diffusione del wi-fi. Sono alcuni dei punti di forza che hanno valso a Milano il primo posto sul podio delle città in cui si vive meglio in Italia.

La città lombarda ha scalato la classifica sulla qualità della vita realizzata dal Sole 24 Ore, recuperando 7 posizioni rispetto all’anno precedente e piazzandosi davanti a Bolzano. È la prima volta che raggiunge la vetta in 29 anni, sfiorata ben quattro volte, nel 2003, nel 2004, nel 2015 e nel 2016. Il sindaco Giuseppe Sala sprizza soddisfazione e divide il merito con i cittadini.

Su Facebook ha commentato: “Un grande risultato, merito dei milanesi”. La qualità della vita raggiunta negli ultimi anni è visibile in modo particolare nella categoria ‘Ambiente e servizi’, dove Milano è seconda solo a Trieste. Spicca nell’uso dei servizi digitali, dall’home banking a quello che viene definito “iCityrate”, ovvero un insieme di caratteristiche che vanno dalla mobilità condivisa come bike e car sharing, all’accesso in rete alla Pubblica amministrazione e alla diffusione del wi-fi.

“Milano – ricorda il sindaco, in una video intervista per il sito del Sole – è coperta all’80 per cento con la tecnologia 5G. è la prima città in Europa”. E mentre non stupisce che nel settore ‘Ricchezza e consumi’ primeggi, avendo il Pil e i depositi pro capite piu’ alti d’Italia, ci sono alcuni aspetti che sorprendono. Per esempio: la solidarietà e l’accoglienza, sono tratti caratteristici di questa città, tuttavia Milano è solo 61a nelle acquisizioni di cittadinanza, la prima provincia è Vicenza.

In realtà è solo sesta nella categoria Affari e lavoro

E sorprende anche che la Milano produttiva è in realtà ‘solo’ sesta nella categoria ‘Affari e lavoro’, dove vengono presi in considerazione il numero di imprese registrate, il tasso di occupazione, le startup innovative, il gap retributivo di genere e anche la quota di Pil sull’export. In particolare, in quest’ultimo indicatore, Milano compare addirittura 51esima. Interessante anche il dato sul turismo. Sebbene ci siano carovane di pullman che tutti i giorni invadono il centro, Milano e il suo territorio è solo 96a per il numero di notti di permanenza, segno che chi arriva a Milano cerca un evento specifico, ma meno la città nel suo insieme.

A questo proposito Sala ha suggerito: “Dobbiamo trasmettere la nostra unicità e cioè che Milano è una città antica, ha 26 secoli di storia, ma è anche molto contemporanea e proiettata al futuro. E questo che piace”. Discreto il posizionamento di Milano nel settore ‘Cultura’. Ma più che per l’offerta (dove compare al 20esimo posto), per la spesa pro capite dove si posiziona terza. L’unico neo è la sicurezza.

91esima per ‘scippi’

Nella classifica del Sole, Milano per scippi, borseggi e rapine è quasi la città peggiore. “Le grandi città sono il terreno ideale per la criminalità – commenta Sala – ma credo anche che qui si denunci anche più che altrove”.

Fatto sta che nella classifica risulta 91esima. Detto questo, ci sono tanti progetti con la Prefettura, la Questura. E anche uno con il ministro dell’Interno, quello di smantellare il cosiddetto boschetto della droga, a Rogoredo. Anche per migliorare il livello di sicurezza, l’amministrazione comunale sta portando avanti il piano periferie, argomento caro al sindaco fin dalla sua campagna elettorale. “Il tema delle periferie è fondamentale” ha ribadito “per molto tempo il problema si è creato, ora cambiare il passo e dare omogeneità è un lavoro che richiederà tempi lunghi, pero’ noi abbiamo iniziato e qualcosa si comincia a vedere”. 

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