Cosa contesta esattamente Bruxelles della manovra italiana


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Emmanuel DUNAND / AFP
 


Valdis Dombrovskis e Pierre Moscovici  




Bocciatura netta e tre settimane di tempo per riscrivere la manovra: la Commissione europea, per la prima volta nella storia dell’Eurozona, rigetta il documento programmatico di bilancio presentato dal governo italiano e concede all’esecutivo un massimo di 21 giorni per rivedere il testo e rispettare gli impegni sottoscritti “all’unanimità” assieme ai partner. Le cifre contenute nella manovra italiana configurano una “inadempienza particolare grave” rispetto alle regole Ue, fa sapere la Commissione, che nel documento con cui spiega nel dettaglio il perché dello stop alla manovra esprime giudizi durissimi e sottolinea che “le misure contenute nel documento programmatico di bilancio 2019 indicano un chiaro rischio di retromarcia sulle riforme” strutturali.

“Ricadute negative per altri Stati membri”

Bruxelles punta il dito sulla revisione della Fornero, che viene considerata “un passo indietro rispetto a precedenti riforme pensionistiche a supporto della sostenibilità a lungo termine del consistente debito pubblico italiano”. E stronca il condono fiscale, che “potrebbe ridurre il già basso livello di adempimento degli obblighi fiscali, premiando implicitamente comportamenti non conformi alle regole”. Le previsioni sulla crescita del Pil contenute nella manovra inoltre, “sono ottimistiche” e l’Italia non “riuscirà a rispettare” il parametro della riduzione del debito né nel 2018 né nel 2019. La scelta del governo italiano “di aumentare il disavanzo di bilancio”, continua il documento approvato dall’esecutivo Ue, “comporta il rischio di ricadute negative per altri Stati membri della zona euro”.

La Commissione è stata costretta a rigettare la manovra dell’Italia e a chiedere una nuova versione del documento programmatico di bilancio perché “il governo italiano sta apertamente e deliberatamente andando contro gli impegni che aveva preso”, dice il vicepresidente responsabile per l’euro, Valdis Dombrovskis. Se il governo non modificherà il documento l’esecutivo Ue potrebbe aprire una procedura per deficit eccessivo per violazione della regola del debito. “In maggio la Commissione europea non aveva proposto di aprire una procedura per deficit eccessivo legata al debito, in gran parte perché l’Italia rispettava a grandi linee i suoi impegni – ricorda Dombrovskis – ma gli attuali piani sono una modifica materiale, che potrebbe richiedere una rivalutazione di quella conclusione”.

Per Moscovici, “Tria rimane un interlocutore credibile”

La palla adesso torna a Roma. La Commissione chiede di fatto una revisione del deficit strutturale o nominale di 1% piu’ basso, per una cifra che si aggira sui 15-17 miliardi. Perché, spiega il commissario agli Affari Economici, Pierre Moscovici, “non siamo di fronte a un caso borderline. Non si tratta di una divergenza minima come negli anni passati, qui lo scostamento è netto, siamo di fronte a una deviazione che è chiara, netta e da alcuni rivendicata”, aggiunge. Il commissario francese continua a chiedere all’esecutivo M5S-Lega un passo di lato e ripete che “noi non chiudiamo la porta all’Italia, ma vogliamo portare avanti un dialogo costruttivo. Questa non è la fine del dialogo ma una nuova fase del dialogo”. Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria “rimane un interlocutore credibile, spero si possa convincere, lui e il governo al rispetto degli impegni che tutti i paesi della zona euro hanno preso”, perché “ridurre il debito pubblico italiano è nell’interesse del popolo italiano”.

Moscovici respinge l’ipotesi che la Commissione sia stata particolarmente severa con l’Italia a causa del governo in carica: “Questo governo che lei ha definito populista ha un effetto paradossale, oserei dire: non è che la Commissione per questo è piu’ severa, ma anzi, è ancora più attenta al dialogo”, risponde il commissario francese a un cronista che chiede se la Commissione sia più dura con l’Italia a causa del ‘governo populista’. “Io e Dombrovskis abbiamo passato molto tempo e speso grandi energie per il dialogo con il ministro Tria – ha aggiunto Moscovici – mi sono recato personalmente a Roma per due giorni per un dialogo intensivo. Più che mai, proprio davanti all’attuale situazione politica, noi vogliamo un dialogo costruttivo”.

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Autore dell'articolo: admin