Cosa c’è scritto nel decreto Genova


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Armando Dadi / AGF 


 Riccardo Fraccaro e Luigi Di Maio




Dalla ricostruzione del ponte Morandi di Genova alle misure a sostegno delle popolazioni colpite dai terremoti del Centro Italia e di Ischia. Sono i punti centrali del decreto Genova, approvato dalla Camera dopo un iter travagliato in Aula e ben due sedute notturne e fortemente criticato dalle opposizioni, Pd in testa, per le norme sul condono edilizio nell’isola campana.

Il provvedimento, innanzitutto, delinea la figura del commissario straordinario per Genova, specificando che rimarrà in carica per 12 mesi rinnovabili per non più di un triennio. Nel decreto, poi, si mette nero su bianco che le spese per la ricostruzione del nuovo ponte saranno a carico di Autostrade. Vengono comunque stanziati 30 milioni l’anno fino al 2029 in caso la società non dovesse rispettare l’impegno o dovesse ritardare i pagamenti. Nel decreto, tuttavia  – e questa è una delle critiche mosse dalle opposizioni – non si menziona a chi spetterà la ricostruzione del ponte.

Altre misure, poi, istituiscono la zona franca a Genova, a sostegno delle imprese che hanno avuto difficoltà economiche a causa del crollo del ponte. Specifiche norme riguardano invece la zona portuale e retroportuale. Sono previsti aiuti e sostegni, anche sul fronte della tassazione, ai cittadini del capoluogo ligure, e in particolare a sostegno di chi ha perso la casa o ha dovuto abbandonarla.

Risorse anche per il trasporto locale (poco più di 40 milioni totali) e per gli autotrasportatori che hanno subito forti disagi in conseguenza del crollo del ponte e delle difficoltà notevoli sulla viabilità.

Un’altra serie di norme si rivolge alle zone terremotate: le regioni del Centro Italia ma soprattutto l’isola di Ischia (articolo 25), dove si dispone che entro 6 mesi i comuni colpiti dal sisma devono chiudere le pendenze ancora aperte rispetto alle richieste di sanatoria presentate in base al condono edilizio del 1985.

A differenza di quanto previsto dalla più recente normativa del 2003, che stabiliva lo stop della messa in regola di alcuni edifici, la norma in questione fa sì che quegli immobili o parte di essi possano invece essere condonati.

Infine, il decreto contiene anche una norma relativa allo smaltimento dei fanghi in agricoltura, innalzando i limiti degli idrocarburi, anche se il governo ha spiegato che con questa misura si rimedia a “un danno fatto dai precedenti governi”. 

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Autore dell'articolo: admin